Ottomila km di emozioni vissute in un caldo pomeriggio d’agosto. Complice il fuso orario con Pechino, il cui stadio olimpico ha ospitato il derby tra Milan e Inter per l’assegnazione della Supercoppa italiana, gli amanti del calcio hanno potuto godere di un degno spettacolo che alla fine ha premiato i rossoneri di Allegri, capaci di ribaltare copione della gara e, soprattutto, il risultato che li vedeva soccombere alla fine del primo tempo. E infatti i primi 45’ vedono l’Inter, schierata con il 3-5-1-1, recitare con rigore tattico i dettami di Gasperini e mettere in difficoltà i cugini milanisti. Un calcio di punizione pennellato da Sneijder regala il vantaggio ai nerazzurri, con il portiere Abbiati inutilmente proteso all’incrocio dei pali. Il Milan, con il 4-3-1-2, lascia in panchina Pato. Allegri schiera Robinho a fianco di Ibrahimovic con Boateng alle spalle. Centrocampo formato da Gattuso, Van Bommel e Seedorf, che nei primi 45’ prova a fare il Pirlo senza grandi risultati. Il quartetto difensivo rossonero è composto da Abate, Nesta, Thiago Silva e Zambrotta. Il 3-5-1-1 di Gasperini vede Ranocchia, Samuel e Chivu davanti a Julio Cesar, centrocampo con Zanetti, Thiago Motta, Stankovic, Alvarez e Obi, Sneijder a sostegno di Eto’o. Il dinamismo interista si manifesta tutto e solo nel primo tempo, poi Gasperini decide di cambiare assetto e Allegri ne approfitta per correggere la disposizione in campo dei suoi riuscendo a trasformare la squadra a cui nella ripresa riesce tutto e bene. L’uomo del match diventa Ibrahimovic, che vince il duello con i difensori centrali Samuel e Ranocchia, firmando il gol del pareggio al quarto d’ora del secondo tempo al termine di un’azione insistita del Milan, con Seedorf che chiama a sé Julio Cesar e confeziona un assist per lo svedese, che insacca di testa a porta vuota. Poi l’ingresso di Pato per Robinho trasforma definitivamente il Milan, che diventa a trazione anteriore con Seedorf in posizione avanzata. Al 24’ prima un brutto fallo di Thiago Motta ai danni di Thiago Silva, in una gara giocata con grande energia ma sostanzialmente corretta; poi il gol partita del Milan, innescato da un lancio con il contagiri in profondità di Seedorf per Pato che aggancia e tira in diagonale. Julio Cesar riesce a toccare e deviare sul palo, sulla respinta Boateng infila in scivolata. E’ l’episodio decisivo, su cui non influisce l’ingresso in campo di Castaignos al posto di Obi e Pazzini per Stankovic, dopo la scelta operata da Gasperini di rinunciare ad Alvarez per il giovane Faraoni. In definitiva, il Milan ricomincia da dove aveva terminato la passata stagione, facendo la differenza sul piano tattico e della capacità di reazione. Per Gasperini, alle prese con una rosa incompleta, ancora tanti interrogativi e soprattutto un assetto che prevede la difesa a tre, scelta alla lunga rivelatasi penalizzante. E all’orizzonte incombe l’ombra lunga di Sneijder, inseguito dalle sirene inglesi.

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