Test probante e dal sapore particolare tra Atalanta e Sampdoria, che si sono affrontate nel summer match all’inizio del lungo ponte ferragostano che ha portato le folle da stadio verso altri lidi. Un anno fa i blucerchiati , forti di Pazzini e Cassano, si preparavano all’avventura in Champions League, ignari dell’epilogo imprevedibile che gli avrebbe relegati tra i cadetti. I nerazzurri bergamaschi, viceversa, con la presidenza Percassi, erano impegnati a costruire il contorno ideale che avrebbe permesso di tornare in serie A e poter contare su un numero record di abbonati e presenze allo stadio. Nell’attesa e nella speranza di poter dimostrare l’estraneità dei propri tesserati, Doni e Manfredini, alla vicenda calcio scommesse, che in caso contrario comporterebbe una sicura penalizzazione compensata dalla sola certezza di disputare regolarmente il massimo campionato, l’Atalanta misura la robustezza del telaio disegnato da Colantuono con l’obiettivo di affinare il livello di affiatamento dei singoli e l’intesa fra i reparti. La Samp, affidata ad Atzori e con il nazionale Palombo, capitano e simbolo dell’attesa rinascita doriana, si presenta con l’ossatura della passata stagione, che potrebbe perdere qualche pedina ambita dal palcoscenico della A ed eventualmente da scambiare con giocatori di categoria; a differenza dei bergamaschi che, con la supervisione di Pierpaolo Marino, attendono nuovi, importanti innesti per rafforzare l’organico (pababili l’udinese Denis per l’attacco, il palermitano Bovo per il reparto difensivo). Nell’Atalanta, che schiera Gabbiadini al centro dell’attacco, prove di dialogo fine tra il brevilineo Moralez e Bonaventura con Schelotto padrone della fascia destra che conferma la propria attitudine al cross lungo da fondo campo, ma deve ancora esprimere tutto il suo potenziale esplosivo di corsa e dribbling. Atzori sembra più preoccupato di saggiare la condizione e gli schemi. Non si vede la squadra forzare a perdifiato, ma va riconosciuto che l’Atalanta chiude tutti gli spazi, sia ai titolari che alle seconde linee della Samp. La vivacità e il buon ritmo della squadra di Colantuono vengono premiati a 2’ dal ’90 quando Padoin riceve e si destreggia bene al centro dell’area doriana, aggira il portiere Padelli e mette a segno il gol partita. Un successo che, oltre al puro valore statistico, rivesta anche una certa importanza psicologica per l’ambiente atalantino.

Nel summer-match l’Atalanta scende in campo con Consigli tra i pali, Masiello, Capelli, Lucchini e Peluso sulla linea difensiva, Schelotto, Minotti, Padoin, Bonaventura, Moralez e Gabbiadini. La formazione iniziale bluerchiata è composta dal portiere Da Costa, Rossini, Castellini, Padalino, Accardi, Volta, Semioli, Palombo, Dessena, Pozzi e Maccarone. Primi applausi all’8’ quando l’Atalanta conclude con un tiro a fil di palo di Bonaventura una bella azione in velocità orchestrata da Schelotto e Moralez. Al quarto d’ora ci prova il doriano Pozzi che di testa non riesce a impattare il pallone. Al 24’ scambio corto in area blucerchiata tra Moralez e Gabbiadini, la cui girata rasoterra viene bloccata dal portiere Da Costa. Al 28’ ci prova Padoin con una conclusione dai 20 metri che finisce a lato. Al 33’ Moralez manda il pallone a lambire l’incrocio dei pali.

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Ad inizio ripresa mister Atzori avvia la girandola di sostituzioni che modifica progressivamente lo schieramento, con ingresso di Rispoli, Obiang, Sammarco, l’ex atalantino Tissone, Koman, Krsticic, Costa e Piovaccari. Al 3’ del secondo tempo Gabbiadini crossa dalla linea di fondo e Rispoli anticipa Schelotto a un passo dalla porta. Poi Bonaventura è bravo a saltare l’uomo e proporre un cross leggermente lungo per Schelotto. Al 10’ straordinaria cavalcata di Peluso che attraversa tutto il campo e serve Gabbiadini, il cui tiro si perde pochi centimetri alla destra della porta doriana. All’11’ girandola di sostituzioni nelle file atalantine con ingresso di Manfredini, che prende la fascia di capitano da Capelli, Ferri al posto di Masiello, Ardemagni e Marilungo, che vanno a formare la coppia d’attacco subentrando a Gabbiadini e Moralez. Al 21’ Colantuono manda in campo Caserta e Pettinari richiamando un ottimo Minotti e l’instancabile Schelotto. Nell’ultimo quarto d’ora spazio a Raimondi che rileva Peluso. Al 31’ Padoin scaglia un rasoterra che accarezza letteralmente il palo alla destra di Da Costa. Nella stessa azione Pettinari rimedia una distorsione che lo costringe a far posto a Kone. Colantuono concede una manciata di minuti anche al portiere Frezzolini. Lo stesso fa Atzori sostituendo tra i pali Da Costa con Padelli. A quest’ultimo tocca raccogliere dal sacco il pallone speditovi da Padoin al 43’ della ripresa. In una gara amichevole c’è anche tempo per due cartellini gialli, che l’arbitro Gervasoni mostra al blucerchiato Krsticic e al nerazzurro Caserta.

Nel dopo partita:mister Colantuono, preparazione ok

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