Piccoli tennisti crescono. E con loro le speranze del tennis. C’è un giovane lituano, il 19enne Laurynas Grigelis, adottato dalla Future Talent di Brusaporto alle porte di Bergamo, che sta bruciando le tappe e si propone d’impeto sul palcoscenico internazionale. Nella città californiana di Aptos, Grigelis ha vinto il ricco torneo Challenger americano da 100 mila dollari di montepremi, battendo nell’ordine Yoo, Wang, Ebden, Kunitsyn (numero 1 del seeding) e in finale il serbo Ilija Bozoljac, uno che è stato capace di mettere paura a Federer a Wimbledon, e che ha finito per cedere per 6-2 7-6 (7-4 al tie-break). Avversari difficili, ma stavolta Grigelis ha fatto meglio di tutti, conquistando il suo primo titolo nella categoria cadetta dell’Atp, il terzo in assoluto dopo i due Futures a Wrexham e Agadir. In precedenza, nei Challenger, Laurynas si era fermato a livello di quarti di finale. La vicenda californiana è ricca di particolari curiosi che la rendono ancora più speciale: la rivincita con Wang, ex top 100 di Taipei che lo aveva battuto solo dieci giorni prima a Newport; e ancora i sei matchpoint annullati con il russo Kunitsyn, l’infiammazione al dente del giudizio che aveva messo a rischio la partecipazione alla semifinale, i tre tie-break vinti su altrettanti giocati e tanti altri piccoli dettagli che hanno costruito un successo inaspettato, e per questo ancora più bello.

Si tratta probabilmente della sorpresa più grossa dell’anno nell’intero circuito Atp, o comunque di uno dei risultati più inattesi della stagione. Un risultato che porta in dote una serie di conseguenze importanti. La prima è subito evidente: il salto in classifica di 133 posizioni, che ha portato Grigelis al numero 240 Atp, record personale. La seconda è l’approdo trionfale tra i top 10 al mondo under 20, precisamente al numero 7: davanti a lui, tra i nati dopo il primo gennaio 1991, ci sono soltanto Dimitrov, Tomic, Harrison, Carreno Busta, Marti e Kuznetsov. Ma la conseguenza più importante si paleserà a metà agosto, quando il lituano potrà giocare le qualificazioni dell’Open degli Stati Uniti di New York, il primo evento del Grande Slam della sua carriera. Da lì, potrà vedere da vicino il tennis dei campioni, quello dei top 100, e mantenendo questo livello di gioco si giocherà le sue chance per finire nel main draw.

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