L’immagine simbolo dell’edizione n. 125 del torneo di Wimbledon potrebbe essere consegnata già alla storia. E’ quello di Serena Williams, tornata sulla stessa scena che aveva visto il suo trionfo un anno fa, prima di una lunga pausa determinata inizialmente da un infortunio al piede in apparenza banale ma in realtà con la conseguenza di una lesione al tendine dell’alluce, e successivamente da un’embolia polmonare. Dopo 12 mesi senza praticamente giocare, Serena affronta il match probabilmente più difficile della carriera avendo di fronte non solo l’avversaria di turno (la francese Rezai, numero 61 del mondo), ma soprattutto un muro psicologico da rimuovere con la tecnica, la grinta e il carattere che ne hanno fatto la numero uno del mondo prima di scivolare al 25esimo posto a causa della lunga assenza dai campi. L’erba di Wimbledon e il pubblico le sono amici. Vince con il punteggio di 6-3 3-6 6-1, dando sfogo alla tensione accumulata piangendo in modo inarrestabile sotto una pioggia di applausi. La regina è tornata e il mondo del tennis le rende onore. Le lacrime di Serena Williams sono la risposta più vera e sincera, l’espressione autentica di una straordinaria atleta che si lascia alle spalle un lungo calvario. E’ anche il giorno del suo 200esimo successo negli slam, che suona come l’ennesima consacrazione per una giocatrice che ha vinto per quattro volte a Wimbledon.

close

Iscriviti alla Newsletter e resta sempre aggiornato!

Le migliori notizie della settimana
di tutto lo sport bergamasco

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

forbes
forbes
Previous articleBasket: cinquina Siena, Cantù si arrende ai propri errori
Next articleSerie A: colpo grosso Atalanta, arriva Pierpaolo Marino