La seconda tappa del circuito di Coppa Italia Para Climbing 2026 ha alzato l’asticella, spingendo gli atleti a tirare fuori le loro migliori performances. 43 atleti hanno dimostrato sul campo la loro determinazione, la loro preparazione tecnica e atletica e il loro profondo impegno. La competizione ha visto sfide stimolanti, conferme e nuovi spunti costruttivi.
Nella categoria B1 femminile l’oro è andato a Nadia Bredice con la guida Sonia Cipriani (Arco Climbing), argento per Giulia Buonaiuto con la guida Giorgio Tuscolano (Disabili Roma 2000) e bronzo per Silvia Parente con la guida Andrea Cherubini (Adrenaline).
Silvia, con un passato da medagliata olimpionica nello sci alpino, e con un titolo di campionessa mondiale e uno di campionessa europea nel suo palmares, ha deciso di tornare a competere per amore di questa disciplina e per essere di esempio a tutte le persone diversamente abili, spronandole a dedicarsi a uno sport e a provare l’esperienza del Para climbing, che regala emozioni forti e incredibili soddisfazioni a chi vi si dedica.
Nella compagine maschile ha portato a casa la vittoria Simone Salvagnin, con la guida Alberto Mazzoleni (El Maneton). Argento per Matteo Lorenzo Fisichella, con la guida Oscar Ferrara (CUS Catania) e bronzo per Pietro Boldini, con la guida Andrea Cherubini (Adrenaline).
Nella categoria B2 Giulio Cevenini, con la guida Carla Galletti (Four Climbers), ha conquistato l’oro, Pietro Serventi, con la guida Davide Cavazza (Just Climb!), ha agguantato l’argento e Hamza Eddib, con la guida Stefano Medici (Sport Promotion) si è aggiudicato il bronzo.
Hanno gareggiato in solitaria, ma cercando di migliorarsi costantemente, Daniel Biavaschi (MilanoArrampicata) nella categoria AU2 e Francesco Regalini (MilanoArrampicata), con la guida Giovanni Piras, nella B3.

Nella categoria AU2 femminile è nuovamente Lucia Capovilla (Fiamme Oro) a conquistare l’oro, argento per Laura Di Mauro (Adrenaline) e bronzo per Susanna Cenati (Climberg).
Nella categoria AL1 l’oro è andato a Florian Mutschlechner (AVS Bruneck), argento per Mirco Bressanelli (Maniro Climbing) e bronzo per Donato Gioia (K2 Indoor).
In AL2 è salito nuovamente sul primo gradino del podio David Kammerer (AVS Bruneck), seconda piazza per Dario Accastello (CUS Torino) e terzo posto per Michele Maggioni (Kundalini).
Nel comparto femminile Fiamma Cocchi (Stone Monkey) ha conquistato il suo secondo oro, argento per Giulia Brignoli (Climberg) e bronzo per Francesca Secci (V10 il Circolo).
Nella categoria RP1 maschile Gian Matteo Ramini (Four Climbers) ha bissato l’oro, Matteo Pirani (CUS Torino) la medaglia d’argento e Edoardo Barra (MilanoArrampicata) quella di bronzo.
Sul fronte femminile è stata Maria Laura Muratori (PGS Welcome) a fare il bis di oro, Irene Formento (Rocodromo) ha conquistato l’argento e Sara Ghisleni (A1 Climbing), il bronzo.

Nella RP2 Chiara Cavina (Four Climbers) ribadisce il primo gradino del podio, secondo posto per Marta Riva (MilanoArrampicata) e terzo per Caterina Quel De Riso Paparo (UISP Roma Work in Progress).
Nella categoria RP3 la vittoria è andata nuovamente a Simone Tiozzo (Rocodromo), argento per Davide Caruso (ASD Macaco). Mentre nella gara femminile l’oro è stato conquistato da Laura Urbani (Arco Climbing) e l’argento da Elisa Martin (Teste di Pietra).
Nella categoria Open Visivi (VI) gareggia singolarmente ma con grande impegno Michele Yongan Montrasio, con la guida Giovanni Piras (MilanoArrampicata), e nella categoria Open Fisici (PI) stessa serietà per Rocco Giovanni Testa (MilanoArrampicata).
A rendere ancora più speciale questa tappa è stata la presenza di una spettatrice d’eccezione, Laura Mancuso, che è stata compagna di vita di Angelo D’Arrigo – noto alpinista e campione di volo sportivo-, e che riveste il ruolo di presidentessa della Fondazione a lui dedicata.
La Fondazione ha deciso di donare degli zaini da viaggio alla Nazionale Para climbing, per celebrare il ventennale della scomparsa di Angelo, uomo, atleta e ricercatore straordinario, persona capace di dimostrare che con l’impegno, lo studio, la ricerca continua, si può veramente raggiungere qualsiasi obiettivo
Parlando agli atleti Mancuso ha voluto spronarli a superare i propri limiti: “Come diceva Angelo il limite non esiste, ma è uno spazio da esplorare, da conoscere, da vivere. È una questione di crescita personale: il coraggio, la sfida sono traiettorie e non c’è mai un punto di arrivo. Gli itinerari, anche nell’arrampicata, cambiano, è importante sapersi adattare. Sono orgogliosa dell’occasione che ci è stata data di essere vicini a questi atleti straordinari che guardano al top, ma sanno anche procedere una presa dopo l’altra, progredendo sempre un po’ di più. È un’emozione pensare che questi atleti porteranno in giro per il mondo gli zaini e un po’ di Angelo nel cuore“.
La Dt della Nazionale Para climbing, Cristina Cascone, ha consegnato le nuove divise alla squadra nazionale e ha dato il benvenuto a due nuove atlete, Susanna Cenati e Giulia Buonaiuto. Dopo la competizione di Coppa ha gestito con lo staff tecnico Fasi un raduno internazionale di due giorni, alla presenza di alcuni atleti della nazionale austriaca. “Siamo molto felici nel veder crescere, tappa dopo tappa, il numero di atleti partecipanti: è un segnale importante che ci riempie d’orgoglio e conferma quanto il para climbing stia diventando sempre più attrattivo. Le vie proposte dai tracciatori, capitanati da Loris Manzana, sui muri del Rockspot che ringraziamo per l’ospitalità, oltre ad essere belle da vedere, che non guasta, hanno permesso di mettere in risalto il livello degli atleti, offrendo una gara avvincente e di qualità.
Ci tengo a ringraziare Laura Mancuso, presidentessa della Fondazione Angelo D’Arrigo nonché carissima amica, per la donazione alla squadra degli zaini tecnici che li accompagneranno nelle prossime trasferte. Un gesto che suggella una profonda comunione di valori tra il para climbing azzurro e l’eredità di Angelo D’Arrigo, fatta di visione, coraggio e capacità di superare i propri limiti.
Per quanto riguarda il raduno internazionale gli atleti hanno potuto confrontarsi su itinerari stimolanti, grazie al contributo dei tracciatori Martino Sala e Marco Giorgio. Preziose le modifiche ai tracciati, apportate nel corso delle sessioni, e la collaborazione tra atleti, tecnici e blind climber guide, che ha creato un contesto di allenamento altamente formativo. Abbiamo riscontrato un livello molto alto di motivazione, impegno e partecipazione da parte di tutta la squadra, ed era il nostro obiettivo per questo step importante nel percorso di preparazione verso la prima tappa di Coppa del Mondo di Salt Lake City“.
Il prossimo appuntamento è internazionale, con la prima tappa di Coppa del Mondo negli Stati Uniti, il 15-16 maggio, dove i para climbers azzurri potranno mettere a frutto il lavoro dei mesi invernali e confrontarsi con i migliori atleti del pianeta. (Fonte: Fasi)














