Atalanta, ma con tutte le panchine occupate in Serie A Palladino dove andrà?

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Tra conferme e in attesa di ufficialità, tutte le panchine della Serie A sono state occupate. E allora Palladino dove andrà? Si vociferava anche di Besiktas, ma là ci è andato Italiano. Se non busseranno alla sua porta società straniere, Raffaele Palladino rischia di rimanere al palo a inizio stagione in attesa di qualche esonero, come è successo proprio la stagione precedente, quando l’Atalanta lo aveva chiamato a sostituire Juric.

Il destino di Palladino è strano. Il giovane allenatore dimostra di avere mezzi, idee e capacità di consolidare i gruppi di giocatori a lui affidati. È stato così a Monza, a Firenze e a Bergamo. Ma sia a Firenze che a Bergamo, dopo un periodo positivo, la parte finale di stagione ha mostrato alcune crepe e appannamenti, lasciando perplessi su alcune scelte di formazione messe in campo nelle ultime partite. I risultati alla fine sono positivi, ma l’impressione è che si sarebbe potuto fare di più e non si capisce né come né perché ciò non sia successo.

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L’Atalanta, che aveva puntato su di lui e che dopo la notte di Bergamo quando ha battuto il Dortmund (con il passaggio agli ottavi di Champions League) gli aveva offerto un pluriennale, per risposta ha ottenuto un atteggiamento attendista. Per aspettare cosa? Che se arriva una proposta di una società più importante se ne va? Che l’Atalanta alla fine non è la sua prima scelta? Con questo atteggiamento è calato un po’ di gelo e l’Atalanta, alla fine, ha fatto una scelta radicale: via Tony D’Amico (che l’estate scorsa aveva scommesso su Juric) e via anche Raffaele Palladino. La società nerazzurra ha virato su Giuntoli e Sarri cambiando totalmente sistema di gioco chiamando in causa gente di grande esperienza e che nella propria carriera può vantare titoli prestigiosi anche di livello internazionale. Sarri con il Chelsea ha vinto una Europa League e con la Juventus uno scudetto.

Ora, però, c’è l’ostacolo contrattuale che lega Palladino all’Atalanta sino al 30 giugno 2027. Se avesse trovato una squadra sarebbe stato tutto più semplice. Si sarebbe trovata la via della risoluzione consensuale. Ma così, Palladino una panchina anche se non ce l’ha è garantito da un contratto milionario fino all’anno prossimo.

Ma l’Atalanta ha la necessità di annunciare il nuovo allenatore per poter mettere nelle condizioni Sarri e lo stesso Giuntoli di lavorare al meglio per approntare la squadra della prossima stagione. E allo stesso tempo di alleggerire lo staff tecnico. Non può permettersi di trascinarsi a libro paga tre allenatori contemporaneamente con i loro staff.

LE PANCHINE DI SERIE A
Atalanta: Maurizio Sarri (in attesa di ufficialità)
Bologna: Domenico Tedesco (nuovo)
Cagliari: Fabio Pisacane (confermato)
Como: Cesc Fabregas (confermato)
Fiorentina: Fabio Grosso (in attesa di ufficialità)
Frosinone: Massimiliano Alvini (confermato)
Genoa: Daniele De Rossi (confermato)
Inter: Cristian Chivu (confermato)
Juventus: Luciano Spalletti (confermato)
Lazio: Gennaro Gattuso (in attesa di ufficialità)
Lecce: Eusebio Di Francesco (in attesa di conferma)
Milan: panchina vacante (tra i candidati: Pochettino, Jaissle e Glasner)
Monza: Paolo Bianco (confermato)
Napoli: Massimiliano Allegri (in attesa di ufficialità)
Parma: Carlos Cuesta (confermato)
Roma: Gian Piero Gasperini (confermato)
Sassuolo: Alberto Aquilani (in attesa di ufficialità)
Torino: Roberto D’Aversa (tra i candidati a sostituirlo: Abate)
Udinese: Kosta Runjaic (confermato)
Venezia: Giovanni Stroppa (confermato)