De Roon vuole giocare e torna da Gasperini

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Quando è arrivata la notizia dell’acquisto di Franck Kessie il pensiero è corso subito verso Marten De Roon. E ora che ne sarà dell’olandese? Finora De Roon con Sarri ha giocato solo qualche spezzone di partita nelle amichevoli, ma non è mai stato chiamato in causa nelle partite ufficiali. È apparso chiaro a tutti che De Roon quest’anno avrebbe sofferto (e molto) stando in panchina.

Ed è legittimo pensare che dopo aver disputato 445 partite con la maglia dell’Atalanta, dopo aver battuto anche il record di presenze di GianPaolo Bellini, dopo aver conquistato un posto nella nazionale Orange, dopo aver indossato la fascia di capitano, dopo essersi accasato a Bergamo con la famiglia pensando di non spostarsi più, immaginando un prolungamento di carriera in società come dirigente (forse) o come futuro allenatore, ecco arrivare l’imprevedibile.

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Marten De Roon ha vissuto giorni difficili. Ha dovuto dire a se stesso prima, alla famiglia poi e ai tifosi bergamaschi che lui, a 35 anni, si sente ancora un calciatore e, come già successo con Djimsiti, ha chiesto alla società il trasferimento. Sulle prime sembrava entrare nella trattativa con il Bologna per arrivare a Rowe, ma poi una telefonata del Gasp ha cambiato tutto.

De Roon per dieci anni è stato un fedelissimo di Gasperini dentro e fuori dal campo. E quando Gasperini ha saputo della sua intenzione di andarsene da Bergamo pur di giocare, gli ha offerto l’occasione giusta: entrare a far parte del progetto Roma e di disputare ancora auna volta la Champions League. Un’occasione difficile da lasciare andare.

Così la società lo ha accontentato e lo ha “regalato” alla Roma per un soldo (un milione). Il suo contratto sarebbe scaduto nel 2027.

Ora De Roon avrà una nuova chance. Prima, però, dovrà fare pace con i tifosi giallorossi per via di un paio di post non del tutto teneri nei loro riguardi. Ma queste sono cose che si risolvono in campo e Marten è un ragazzo intelligente che con la sua abnegazione e applicazione farà presto sia a far pace che a farsi amare, proprio come successo a Bergamo.
Grazie Marten per quanto fatto in questi splendidi dieci anni e in bocca… alla lupa.