L’Atalanta sbatte contro Motta che para quattro rigori. Lazio in finale di Coppa Italia e nerazzurri a rischio Europa

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Se l’Atalanta vuole andare in Europa ora dovrà guadagnarsela in campionato, perché l’occasione avuta contro la Lazio, nella partita di ritorno della semifinale di Coppa Italia è sfumata ai rigori.

E non c’è stata storia, perché Motta, il portiere laziale, è finito in trionfo tra le braccia dei compagni di squadra che lo hanno lanciato al cielo più volte. Il ragazzo ha parato quattro rigori consecutivi: a Scamacca, a Zappacosta, a Pasalic e a De Ketelaere. Chiuso. Finito. Tutti a casa, con grande rammarico e delusi. L’inizio si era messo bene con il gol di Raspadori, la parata di Carnesecchi su Nuno Tavares e il palo di Cataldi. L’illusione è finita lì. Poi è entrato in scena Motta.

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La partita non è stata bella per niente. Noiosa quanto basta. Intensa, ma bloccata. Il modulo sarriano con la superiorità numerica a centrocampo non ha mai permesso all’Atalanta di andare in profondità. E si sono spesi 120 minuti di passaggi laterali per impossibilità a superare la linea dei biancocelesti che lasciavano avanzare l’Atalanta solo fino a metà campo per poi intercettare le palle sulle traiettorie o andare a pressare rendendo la vita difficile. Con la difesa che ha ribattuto tutto il possibile.

E il compito è stato veramente difficile. Si sono visti miriadi di errori tecnici da una parte dall’altra. Ognuna delle due squadre ha giocato con la paura di perdere e quindi di non sbagliare. Poi su calcio d’angolo Romagnoli all’80’ trova lo spunto per andare in gol con un movimento da vero centravanti.

Pasalic un minuto dopo la riprende. Bella l’azione che ha portato Krstovic a difendere palla e ad appoggiarla all’indietro per l’accorrente Super Mario, il cui tiro è anche stato deviato. È il gol che ha permesso ai ragazzi di Palladino di andare ai supplementari.

Nel mentre c’è stato un gran lavoro per il Var. L’Atalanta ha reclamato un fallo di mano in area, ma il difensore se l’è calciata addosso da solo, quindi non punibile. Nella stessa azione la palla arriva a Motta che sta per prenderla ma Krstovic un istante prima riesce con la punta del piede a indirizzarla verso Ederson che realizza il gol. Quattro minuti per decidere che Krstovic commette fallo sul portiere e che non era fallo di mano.

I laziali poco dopo reclamano un fallo di mano in area da parte di Scalvini. Il fallo è sembrato evidente, ma il Var ha lasciato correre. Di solito questi falli li fischiano. È andata bene.

A inizio del primo tempo supplementare un bellissimo cross dalla destra di De Ketelaere trova Zappacosta sulla sponda sinistra, che rimette al centro per Raspadori che di testa realizza. Scoppia l’entusiasmo. Ma rivista al Var, l’azione viene annullata per fuorigioco di Zappacosta.

Si arriva al 120′ sempre allo stesso modo, pur avendo cambiato sei effettivi, da una parte e dall’altra. Poi tutto è stato rimesso in gioco alla roulette dei calci di rigore. Ma qui, come abbiamo detto, l’eroe di serata che ha preso tutta la scena è stato Motta. Complimenti. Il dettaglio tecnico ha fatto la differenza. Motta si è distinto anche per aver parato un colpo di testa di Scamacca indirizzato all’incrocio.

Sarà dunque la Lazio a giocarsi la finale di Coppa Italia contro l’Inter; e sarà la Lazio a guadagnarsi anche la finale di Supercoppa. Perché al di là del formato, che ancora non si sa quale sarà, se quello delle quattro squadre o delle sole due, vale a dire la vincitrice del campionato e la vincitrice della Coppa Italia. Essendo che l’Inter vince il campionato, la finalista di Coppa disputerà la Supercoppa.

E l’Atalanta dovrà guardarsi dal fatto che se la Lazio dovesse vincere la Coppa Italia, arrivare settima non le garantirebbe l’accesso nemmeno alla Conference League. Quindi l’obiettivo si è trasformato nel quinto-sesto posto.

Queste ultime due settimane hanno decretato due cose certe: perdendo contro la Juventus l’Atalanta di fatto ha perso il treno per la Champions. E perdendo questa sera contro la Lazio rischia di perdere anche il treno per l’Europa.

Morale? I primi quattro mesi di Juric ora pesano come macigni sul bilancio (anche finanziario) della società.

ATALANTA-LAZIO 1-1 (2-3 dopo i calci di rigore)

Reti: 84′ Romagnoli, 86′ Pašalić.

Sequenza rigori: Raspadori (A) gol, Nuno Tavares (L) parato, Scamacca (A) parato, Cataldi (L) palo, Zappacosta (A) parato, Isaksen (L) gol, Pašalić (A) parato, Taylor (L) gol, De Ketelaere (A) parato.

Atalanta: Carnesecchi, Scalvini (94′ Ahanor), Djimsiti, Kolašinac (71′ Kossounou), Zappacosta, de Roon (71′ Pašalić), Éderson, Bernasconi (57′ Bellanova), De Ketelaere, Zalewski (71′ Raspadori), Krstović (90′ Scamacca). A disposizione: Pardel, Sportiello, Bakker, Musah, Kamaldeen, Samardžić, Obrić. Allenatore: Raffaele Palladino.

Lazio: Motta, Marusic (67′ Lazzari), Gila (77′ Provstgaard), Romagnoli, Nuno Tavares, Basic (77′ Dele-Bashiru), Patric (84′ Cataldi), Taylor, Cancellieri (67′ Isaksen), Noslin, Zaccagni (103′ Pedro). A disposizione: Pannozzo, Giacomone, Pellegrini, Dia, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Maldini, Przyborek. Allenatore: Maurizio Sarri.

Arbitro: Andrea Colombo della sezione di Como (assistenti Davide Imperiale di Genova e Alessandro Costanzo di Orvieto, IV ufficiale Luca Zufferli di Udine, V.A.R. Rosario Abisso di Palermo, A.V.A.R. Fabio Maresca di Napoli).

Note: ammoniti Kolašinac (A), Cancellieri (L), Palladino (A), Sarri (L), Scamacca (A), Lazzari (L).