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Champions SI’

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Federica Sorrentino

Nella stagione 1990-1991 l’Atalanta ha disputato a Bergamo, davanti a 25mila spettatori, l’ultima partita in una competizione europea. Era il 6 marzo quando la squadra, allora allenata da Bruno Giorgi, nelle cui file militavano Stronberg e Caniggia, chiuse a reti bianchi il match di andata dei quarti di Coppa Uefa con l’Inter di Trapattoni. Non ci fu seguito perché a San Siro l’Atalanta fu piegata dall’Inter che si sarebbe aggiudicata il trofeo.

Tre anni dopo avere festeggiato il ritorno in Europa, con un rotondo successo sull’Everton allo stadio Mapei di Reggio Emilia, alla vigilia della seconda stagione in Champions League, la società di Antonio e Luca Percassi ha portato a compimento l’ambizioso progetto di ottenere l’autorizzazione a disputare le partite casalinghe per gli impegni europei.

In vista del sopralluogo dei commissari Uefa, c’era grande fiducia nella possibilità che venisse riconosciuta l’idoneità dell’impianto mentre sono in via di completamento i lavori di rinnovamento e adeguamento.

Sarà necessario, tuttavia, eseguire ulteriori interventi da realizzare entro il 30 settembre (data di consegna a tempo di record in soli 90 giorni invece che nei 4 mesi inizialmente previsti), che riguardano le postazioni e gli impianti delle aree Media e l’integrazione delle aree Hospitality per gli ospiti della Uefa.

In sostanza, il piano predisposto dalla società e affidato al direttore operativo Roberto Spagnolo, è risultato azzeccato. Nessun azzardo o tentativo, ma un disegno preciso che premia la determinazione con cui è stato concepito e sviluppato.

“È a dir poco una grande soddisfazione – ha dichiarato il Presidente Antonio Percassi -, è un altro sogno che si realizza. Ci tenevamo tantissimo, il Gewiss Stadium, una volta eseguiti gli ulteriori lavori richiesti dalla Uefa, sarà a norma anche per giocare la Champions. Fantastico”.

Un regalo per Bergamo e per la tifoseria atalantina, se non fosse per le restrizioni vigenti, che lasciano tutt’oggi il pubblico fuori dagli stadi.

La prima partita casalinga del girone di Champions potrebbe essere in calendario la terza o quarta settimana di ottobre. Fino ad allora c’è tempo per sperare che l’indice dei contagi da Covid-19 si abbassi in percentuale tale da indurre e giustificare la riammissione del pubblico sugli spalti.

Un auspicio, una speranza, che si lega alla nuova normalità verso cui tutti i settori e le attività tendono.