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Fondo rosa per Renato Pasini

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Federico Errante

La rivoluzione del fondo italiano con Alfred Stauder nuovo timoniere, spalanca le porte al bergamasco Renato Pasini. Dopo nove anni, l’addio con il responsabile Marco Selle, ha portato la federazione a ridisegnare i quadri in prospettiva Milano-Cortina 2026, passando per il prossimo appuntamento olimpico di Pechino. Pasini, 43 di Gromo, è reduce dall’esperienza nel ruolo di tecnico delle nazionali giovanili e ora guiderà il settore rosa nella veste di responsabile pronto a varare un gruppo unico di undici atlete tra senior e giovani leve, comprese le bergamasche Valentina Maj e Martina Bellini. “Una bella soddisfazione accompagnata da una grossa responsabilità – spiega -. Sono pronto a ricoprire questo ruolo con tanto entusiasmo ed altrettanta umiltà perché stiamo attraversando un momento di difficoltà nel quale bisognerà lavorare sodo e saper aspettare. Nessuno di noi ha la bacchetta magica, l’onda lunga di Milano-Cortina è l’apice degli sforzi ma a Pechino non si andrà di certo a fare le comparse. Piuttosto per acquisire un altro step basilare in termini di esperienza da mettere nel bagaglio”. Renato, oro mondiale nella sprint a squadre a Sapporo nel 2007, due vittorie individuali e sette podi complessivi in Coppa del Mondo, spiega così la sua filosofia: “Sono partito dal basso – racconta – perché tutti i migliori tecnici che ho avuto in carriera hanno intrapreso lo stesso percorso. Credo molto nello staff (nel quale ci sarà un altro bergamasco, il fisioterapista Davide Perucchini ndr) e nella coralità di un’attività. L’io va messo da parte, la prospettiva va cambiata una volta smessi i panni dell’agonismo. Naturale che i trascorsi siano molto utili, soprattutto nella lettura di alcune situazioni e nel rapporto con le giovani. Soprattutto per far capire loro che le sconfitte, essendo in numero maggiore rispetto alle vittorie, devono essere assorbite come il migliore degli insegnamenti per rialzarsi. Solo così si può puntare in alto”. Greta Laurent e Lucia Scardoni le sprinter che si auspica divengano le trascinatrici delle altre, così come Anna Comarella sulla long distance: “Il gruppo c’è – sottolinea Pasini – e va atteso. Auspicando che le più esperte si trasformino in vere guide per le altre. Maj e Bellini? La stoffa non manca. L’auspicio è che l’argento ed il bronzo agli Assoluti abbiano avuto il valore di una spinta notevole”. Per il “nero su bianco” degli organici si attende soltanto l’ufficializzazione da parte della Fisi.

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