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Fuoricampo solidale

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Federica Sorrentino

Un giovane bergamasco e il sogno americano:
Leonardo Seminati, classe 1999 di Torre Boldone,
tre anni fa ha firmato un contratto di 7 anni con i
Cincinnati Reds, che disputa la Major League
Baseball. Oggi Leonardo è nella rosa dei Billings
Mustangs, squadra affiliata a Cincinnati che
disputa la Pioneer League, una lega che raccoglie i
migliori talenti. Da oltreoceano ha avviato una
raccolta fondi per aiutare l’emergenza sanitaria in
terra bergamasca.
In questi giorni il mio pensiero va inevitabilmente
a casa: sono nato e cresciuto a Torre Boldone.
Dopo il 22 febbraio, le telefonate a casa si sono
fatte sempre più preoccupanti e cariche d’angoscia
per quello che stava e sta succedendo: molti amici
e conoscenti non ce l’hanno fatta, altri sono in fin
di vita, un parente è sotto terapia. Non potevo
stare con le mani in mano e ho pensato di
contattare Luca Macario, sindaco di Torre
Boldone, proponendogli una raccolta fondi.
Insieme abbiamo deciso di devolvere le donazioni
ai VOLONTARI DEL 118, in prima linea in questa
che ormai è una guerra contro il tempo.
Lei ha lasciato Torre Boldone tre anni fa. Come
viene affrontata l’emergenza a Cincinnati?
Negli Stati Uniti sono state prese misure
restrittive considerevoli: tutti i ristoranti
sono chiusi, non sono ammessi raggruppamenti di
persone; sono state sospese tutte le attività
sportive dalle giovanili a quelle professionistiche
baseball compreso. Io sono ospite dalla mia
fidanzata vicino a Cincinnati.
Stiamo cercando di applicare tutte le misure
cautelari e i suggerimenti che arrivano in parte
dalla mia famiglia, in parte dagli amici che vivono
a Taiwan e che si sono trovati prima di noi
nell’occhio del ciclone, per non contrarre il virus.
Speriamo non ammalarci.
Soddisfatto della sua esperienza in USA?
Direi di sì! Qui negli Stati Uniti ho avuto una
buona accoglienza e opportunità che in Italia non
avrei avuto. Il baseball nella nostra nazione non è
uno sport professionistico: tanto per capirci, di
baseball purtroppo non vivi.
Quali sono i suoi programmi in questo terzo anno
a Cincinnati?
Gli spring training stavano andando bene ma con
lo stop delle attività e il rinvio del campionato, non
sappiamo cosa succederà nelle prossime settimane
o forse mesi…per ora mi alleno in casa. Confido nel
lavoro delle persone che si impegnano per fare uno
modo che si possa tornare sul campo al più presto.
Intanto faccio ciò che ognuno di noi deve fare:
#IORESTOACASA