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Guido Guidi consigliere federale AeCI

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Federica Sorrentino

Il 26 giugno scorso l’Aeroporto di Roma Urbe, sede dell’Aero Club capitolino, ha ospitato la 85ª Assemblea dell’Aero Club d’Italia, che ha eletto Giuseppe Leoni alla carica di presidente. La bella notizia riguarda Guido Guidi, presidente dell’Aero Club “Guido Taramelli” di Bergamo, eletto consigliere federale. Un riconoscimento di grande importanza e valore per il sodalizio fondato nel 1930 e che, causa pandemia, non ha potuto festeggiare il 90esimo anniversario di costituzione nel 2020. Anno in cui è stato celebrato anche il 50ennale di SACBO, la società che gestisce l’Aeroporto di Orio al Serio, di cui l’Aero Club è tra i soci fondatori.

Guido Guidi, ottavo presidente nella storia dell’Aero Club Bergamo, si avvia a concludere il suo mandato, ma si appresta a condurre il nuovo incarico nazionale. Quale significato assume nella fase attuale vedersi affidato un ruolo così rappresentativo?

L’Aero Club D’Italia esce da tre anni e mezzo di commissariamenti durante i quali tutti i Club italiani si sono trovati senza un punto di riferimento autorevole. Credo sia diventato imperativo fare squadra e trovare soluzioni comuni a problemi comuni. Chi mi ha voluto sostenere, penso abbia visto in me e nel gruppo a sostegno del Presidente Nazionale Leoni, una concretezza senza fronzoli, senza polemiche.

L’emergenza sanitaria non ha risparmiato le attività dell’Aero Club Bergamo e del volo sportivo e da diporto in generale. Come è stata gestita la fase più critica della pandemia?

La preoccupazione più grande fin dal primo momento è stata quella di tutelare Soci ed Allievi. Il fermo delle nostre attività è avvenuto circa dieci giorni prima dell’avvio delle chiusure. Gli eventi hanno dimostrato come sia stata la scelta giusta. Nella prima fase di riapertura dividemmo il personale e gli allievi in due gruppi A e B, invitandoli a fare test rapidi e presenti in giorni diversi in modo da limitare il numero di contatti, igienizzando gli aeroplani tra i singoli voli e a fine giornata. Anche durante la seconda fase di restrizioni, abbiamo rispettato le chiusure. Una scelta che ha pesato molto sui bilanci, ma di assoluto rispetto per Soci ed Allievi.

La scuola di volo è diventata un punto di riferimento per il nord Italia e per quanti vogliono intraprendere la carriera di pilota. Com’è organizzata e quali novità sono previste in futuro?

L’orientamento della Nostra scuola è sempre stato quello di concentrarsi sulla licenza di pilota privato PPL(A). Una scelta premiante, con altissime percentuali di promossi sia agli esami teorici che pratici, a costi contenuti. Per il futuro ormai devo parlare come Consigliere Federale Designato, anche sei mi dispiace non farlo più come Presidente dell’Aero Club di Bergamo. I progetti in seno all’Aero Club D’Italia per le scuole di volo sono tanti. Nel programma di lavoro predisposto con il Presidente Leoni e il Direttore Generale dell’Ente Generale Miniscalco, si è parlato di una Scuola di Volo Nazionale distribuita dell’Aero Club d’Italia per permettere anche a realtà come quella di Bergamo di erogare ogni tipo di corso di volo possibile, tramite un autorevole coordinamento centrale che consenta di mantenere i costi periferici di funzionamento delle strutture bassi nell’interesse degli allievi.

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