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Il fioretto di Cassarà

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Federica Sorrentino

La Bergamasca Scherma, che affonda le sue radici nel 1862, l’anno dopo l’Unità d’Italia, è stata rilevata tre anni fa da Andrea Cassarà, pluiricampione olimpico, mondiale ed europeo nel fioretto. La scherma, come tutti gli altri sport di palestra, prova a ripartire. Una sfida collettiva per una disciplina individuale. Come la si sta preparando e quali i problemi da superare?

La Bergamasca Scherma sia appresta a ripartire e, come tutte le attività sportive, dovremmo fare molta attenzione, usare dei particolari protocolli che la federazione ha stilato. Penso che i ragazzi abbiano voglia di riprendere e si metteranno a disposizione della società per aiutarla ripartire in sicurezza e con entusiasmo. Penso che questi tre mesi siano stati dolorosi per tutto quello che è successo e che abbiamo impattato soprattutto nei ragazzi giovani, sia nella vita quotidiana sia nella scuola che nelle attività sportive che sono state sospese. Mi auguro di possa riprendere il prima possibile una normalità. Nei mesi di giugno e luglio rimarremo aperti, sperando che nel mese di settembre ritroviamo lo slancio per ripartire al meglio.

I progetti interrotti della Bergamasca Scherma richiamano l’importanza dell’attività di base. Come recuperare i mesi solitamente dedicati agli allenamenti che preludono alle prove agonistiche?

Anche noi atleti professionisti ci siamo dovuti fermare giustamente come si è formato il resto del Paese. Abbiamo messo in atto delle sessioni di allenamento a casa con i consigli dei preparatori atletici piuttosto che attraverso delle app, per rimanere attivi dal punto di vista fisico. È mancata la cadenza quotidiana degli allenamenti. La nostra è una disciplina di confronto, quindi è impensabile si possa fare da soli. Cercheremo di riprendere sia gli allenamenti in palestra a Bergamo che con la nazionale.

Andrea Cassara’ e il sogno della quinta olimpiade. Quale significato riveste l’appuntamento in questa fase della vita e della carriera?

Le olimpiadi saranno nel 2021. Siamo molto contenti di esserci qualificati. Credo che rimandarle sia stata la scelta più giusta. Spero che tra un anno ci siano tutte le condizioni necessarie per poterle disputare insicurezze e con il giusto spirito olimpico e agonistico. Spero di potermi riprendere ad allenare nel tempo più breve. La mia testa, come quella dei miei compagni, è ben focalizzata sui giochi olimpici. Per me sarà la quinta partecipazione, un obiettivo ancora più grande.