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Mario Merelli amore per le montagne

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Paolo Valoti

Nove anni sono passati e Mario Merelli, alpinista e sognatore, vive nei nostri cuori, per sempre. Conosciamo quasi tutto sulle sue avventure vissute ‘a fil dei cieli’ e nelle spedizioni alpinistiche, dal suo Recastello e i Giganti delle Orobie alle più alte montagne del mondo, fino alle straordinarie scalate dei dieci 8000 saliti nell’arco breve ma intenso dei primi dieci anni del terzo millennio.

A questi suoi sogni realizzati in altissima montagna si aggiungono le sue straordinare imprese di solidarietà, culminate con la costruzione dell’Ospedale di Kalika nel Dolpo, che ha definito il suo sogno più alto e il suo 8000 più prezioso.

Gli occhi e il sorriso di Mario, ambasciatore di autentico amore per le montagne e traccia sicura per tutti, riflettono lo specchio limpido della sua anima e della generosità del suo cuore aperto a tutti, in particolare ai ragazzi e giovani.

Quando iniziava a raccontare delle imprese alpinistiche e umane, prima si vedevano muovere le sue grandi mani, come un riflesso fisico del vibrare della sua intelligenza emotiva, e poi arriva la voce calma e profonda delle sue parole semplici ma essenziali, come il passo lento e prudente del montanaro.

Mario nel raccontare le sue esperienze, regalava parti della sua umanità a chi lo ascoltava, e guidava con passo sicuro tutti i presenti dentro le sue intense storie vissute tra cime incantate, bufere sferzanti, silenzi assoluti e azzurri infiniti.

Mario ha sperimentato direttamente, e poi condiviso con tutti noi l’ostinata passione per le altezze e la genuina volontà per raggiungere una vetta, con la disciplina e il sacrificio che una grande meta richiede.

Mario, insignito del Premio Fair Play dal Panathlon Club Bergamo nel 2011, è stato un cercatore di infinito capace di lavorare duro, di sopportare disagi impensabili, di scalare diversi ottomila, ma anche di trasmettere il suo genuino entusiasmo, la sua innata umiltà e la sua gioia senza confini a chi lo ascoltava raccontare.

Ora lui è ancora con noi sulle sue montagne e ci aspetta al rifugio “Mario Merelli al Coca”, per sempre accanto a noi sui sentieri, lungo le creste, sulle vette e nel soffio del vento per spingerci sempre a guardare lontano e camminare verso il futuro.

Lassù, ci invita a continuare a essere un’affiatata famiglia di giovani, donne e uomini per continuare a salire tutti insieme e per coltivare i suoi e nostri grandi sogni di montagne, umanità e solidarietà nella consapevolezza che “i sogni si realizzano se uno ci crede”.

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