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Mario Tadini fondatore della Ferrari

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Eugenio Sorrentino

Nessuno avrebbe pensato o supposto che dietro la leggenda della Ferrari ci fosse un bergamasco. A scoprirlo e prenderne nota sono stati il prof. Stefano Gelsomini e i suoi studenti dell’Istituto Comprensivo “Martiri della Resistenza” di Calcio, i quali, nell’ambito del laboratorio di giornalismo storico, hanno ricostruito la storia di Mario Tadini, pilota automobilistico bergamasco, traducendolo in un pregevole libro dal titolo “Il re dello Stelvio”. Un lavoro ancora più meritevole perché portato a termine nella stagione della pandemia e del lockdown da una squadra di 11 ragazzi calcensi. Mario Tadini, figlio di un ricco commerciante di abbigliamento con sede principale in piazza Pontida a Bergamo, nacque il 6 novembre 1905. Oltre a occuparsi dell’impresa di famiglia, gravitando a Bologna che era una delle sedi più importanti, maturò l’interesse per la guida. Fu il destino a fargli incontrare colui il quale sarebbe diventato un mito, Enzo Ferrari. Accadde, come riporta la ricerca scolastica, in occasione del “Giro delle Tre Province”, la cui prima edizione si svolge il 1° settembre 1929 tra Bologna, Pistoia e Modena. Mario Tadini, che era al debutto in veste di pilota e aveva acquistato un’auto Alfa Romeo proprio da Ferrari, giunse terzo. Ne seguì una cena a Bagni di Porretta nel corso della quale – si racconta nel libro – emerse la volontà di creare una scuderia che potesse assistere i piloti nelle gare. Proposito che divenne realtà un mese dopo. Il 17 ottobre la Gazzetta dello Sport annunciava la nascita della scuderia Enzo Ferrari, che aveva come soci, insieme a colui il quale avrebbe assunto l’appellativo “Drake”, Mario Tadini e Alfredo Caniato di Ferrara che furono i finanziatori con 130 azioni da 130mila lire. Tadini, dal suo canto, avrebbe guadagnato il titolo di re della montagna, grazie alle sue brillanti affermazioni in tutte le corse in salita, in Italia e all’estero. Nell’aprile 1930 partecipò a proprio spese, in ossequio al volere di Ferrari, alla sesta Mille Miglia con la sua Alfa Romeo 6C 1750 Spider Zagato. Fu la prima auto della Scuderia Ferrari a partecipare a una competizione, ma finì con un ritiro. Tadini si rifece nel 1935 ottenendo il secondo posto. Dopo avere visto assurgere a simbolo dell’automobilismo la scuderia che egli contribuì a fondare, si spense nel 1983 ad Alessandria, ma riposa nel cimitero di Bergamo. Merito di un professore e dei suoi giovanissimi alunni calcensi avere ricostruito il cerchio della vita di un bergamasco che era stato dimenticato.