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Pari e patta con il diavolo

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Eugenio Sorrentino

Fino a qualche stagione fa sarebbe stato impensabile decretare che il Milan, pareggiando in casa con l’Atalanta, ne avrebbe rallentato la corsa. Allo stato attuale, le due squadre più in forma dal momento della ripresa del campionato si sono equivalse nella cornice vuota di San Siro, lo stesso contenitore rivisitato dalla banda Gasperini 156 giorni dopo la vittoriosa gara sul Valencia in Champions. E se la partecipazione alla massima competizione europea è praticamente certa per l’Atalanta, la rincorsa dei rossoneri alla qualificazione diretta in Europa League allontana i bergamaschi dalla Scala del calcio trasferendone le imprese in terra emiliana. Nell’ennesimo anticipo assegnato a Gomez e compagni, dunque, si è avuta conferma di un ossatura che regge allo stress di incontri ravvicinati al cospetto di un Milan pure decimato in difesa, ma galvanizzato dai risultati positivi e dall’ambiente ricompattatosi intorno al confermato Pioli. Alla fine Atalanta e Milan difendono la loro imbattibilità che dura dalla ripresa del campionato, pareggiando con una rete per parte un match giocato a viso aperto e con atteggiamento offensivo su entrambi i fronti. La squadra di Gasperini, in tribuna per squalifica, ha il merito di non disunirsi quando il Milan trova il gol del vantaggio con Calhanoglu, che beffa Gollin su calcio di punizione da posizione decentrata. Il pareggio dell’Atalanta potrebbe arrivare su calcio di rigore, ma Malinovskyi, che se lo procura subendo una pestata da Biglia rilevata dal Var e tradotta in semplice ammonizione, si fa ipnotizzare da Donnarumma, che si esalta alla prima con la fascia da capitano dopo 200 presenze in A a soli 21 anni. Porta stregata a San Siro, dove si consuma il terzo errore stagionale dal dischetto a San Siro dopo quelli di Muriel contro l’Inter e Ilicic in Champions con lo Shaktar. A firmare l’1-1, che diventa il risultato finale, è Zapata che al 34’ del primo tempo sfrutta un’iniziativa di Freuler per battere Donnarumma.

Nella ripresa, alto ritmo di gioco e palo di Bonaventura, ma anche tante sortite e giocate fini del subentrato Muriel e Gomez accanto a Zapata, senza esito. Buone notizie da Caldara: merito suo se Ibrahimovic non pervenuto. L’Atalanta, a quota 75, prosegue la corsa al secondo posto con Inter e Lazio. I risultati utili consecutivi in A sono 16 (12 vittorie e 4 pari), i gol saliti a 95 con Pasalic e Gosens pronti alla doppia cifra.