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Rosa Camuna a Felice Gimondi

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Luca Lembi

Il mito inossidabile di Felice Gimondi non poteva non scalare Palazzo Lombardia. La Regione aveva deciso da tempo di conferirgli la Rosa Camuna, che è stata ritirata con comprensibile emozione dalla figlia Norma dalle mani del presidente del consiglio regionale. «Felice campione di sport e di vita», la motivazione che ha accompagnato il prestigioso riconoscimento, conferito alle figure che hanno esaltato le virtù migliori nel rispettivo campo professionale e continuano a rappresentare un esempio da seguire. Felice Gimondi, in più, è un icone che va al di là delle sue imprese sportive. “Una cerimonia che, nella sua semplicità, rimarrà per sempre nel mio cuore, così come la gratitudine da parte della nostra famiglia. Papà continua a essere con noi, ad accompagnarci nelle nostre azioni quotidiane. E’ stato un uomo e un campione capace di dare profondi insegnamenti, il cui valore non è confinata nell’epoca in cui ha vissuto ma si perpetua nelle nuove generazioni”. Norma Gimondi si è espressa così al Belvedere Jannacci di Palazzo Pirelli, luogo fissato per la consegna della Rosa Camuna. Quasi in coincidenza, è stata eletta nella giunta nazionale del Coni, cosa che avrebbe reso ancora più orgoglioso papà Felice, scomparso nell’agosto 2019. “La Rosa Camuna è un simbolo di appartenenza, alla terra bergamasca e alla Lombardia, starà a casa nostra, la metteremo bene in vista e la guarderemo ricordando quanto siamo stati fortunati ad essere la famiglia di Felice Gimondi, la cui esistenza si è basata su valori più semplici e autentici e perciò più profondi. L’affetto che riceviamo ogni giorno ci dà la forza per andare avanti”.

«Gimondi, un campione capace di vincere ovunque, ma anche un uomo capace di essere un esempio e portatore di grandi e sani princìpi, espressione dei caratteri migliori dei grandi lombardi» – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi, alla consegna del premio. La Rosa Camuna è stata proposta dal consigliere segretario Giovanni Malanchini: «Per il territorio bergamasco l’attribuzione di questo riconoscimento a Felice Gimondi assume particolare significato, perché maturato nei mesi più difficili della pandemia. Per questo motivo, il premio vale anche come riconoscimento al sacrificio di un territorio e di un popolo che nella figura di Gimondi riconosce e vede rappresentati al meglio i valori della tradizione e dell’essere bergamaschi: la grande generosità, l’ingegno sottile, la capacità di soffrire e di non arrendersi mai».

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