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Tutti a casa

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a cura della Redazione

La Zanetti si stava preparando il ritorno alle gare
ufficiali, nell’insolito scenario del Pala Agnelli a
porte chiuse. Ci sarebbe stata, domenica
pomeriggio, la sfida con Caserta senza pubblico
sulle tribune e il consueto calore che esso genera.
Invece, in un primo tempo, il Volley Bergamo ha
appreso che la società Volalto 2.0 Caserta si era
detta intenzionata a rinunciare alle trasferte che
l’avrebbero vista impegnata a Bergamo e a
Novara. La comunicazione è giunta dalla Lega
Pallavolo Serie A Femminile, a cui la squadra
casertana ha annunciato formalmente di non
volere disputare, su richiesta delle atlete, le gare
esterne di campionato contro Igor Gorgonzola
Novara e Zanetti Bergamo, in programma
rispettivamente venerdì 6 e domenica 8 marzo,
chiedendone la disputa in altra data. In un
contesto poco chiaro su chi dovesse decidere per
tutti, l’arroccamento delle pallavoliste campane
appare la logica conseguenza di un livello di
emotività decisamente alto. E l’idea di murare a
meno di un metro dalle avversarie non le ha
convinte ad affrontare il viaggio verso nord.
A mettere tutto d’accordo è arrivata, a poche ore
dal match, l’annuncio da parte della Lega
Pallavolo Serie A Femminile di sospensione dei
Campionati di Serie A1 e Serie A2. “Agiamo con
senso di responsabilità nei confronti delle atlete e
degli staff delle nostre squadre “ – ha dichiarato
Mauro Fabris, presidente di Lega – Dispiace
solamente che autorità politiche e sportive che
hanno più responsabilità di noi abbiano generato
una situazione non chiara che ha causato solo caos
e paure. Scrivere, come fa il Governo, che si può
disputare gli eventi sportivi a porte chiuse ma
contemporaneamente limitare la mobilità dentro e
fuori le cosiddette ‘zone rosse’, è qualcosa di
assolutamente incomprensibile.”
Meno traumatico il rinvio del match tra Olimpia
Pallavolo Bergamo e Pool Libertas Cantù, che
avrebbero dovuto confrontarsi sabato 7 marzo.
Prim’ancora che venisse emanato l’ultimo decreto
governativo, Olimpia Bergamo, a mezzo del proprio
personale medico autorizzato a verificare il
contenimento del rischio di diffusione del virus
COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti
gli accompagnatori che vi partecipano, ha ritenuto
opportuno per la salvaguardia della sicurezza
sanitaria del contesto sportivo locale e della società
ospitante richiedere lo spostamento del match.