Essere campione del mondo è bellissimo. Soprattutto dopo un lunghissimo periodo di soli allenamenti”. Andrea Salvi è tornato nella sua Berbenno, e, ancora, non ha realizzato pienamente cos’è successo in Olanda. Ma la medaglia d’oro è lì che glielo ricorda.

Il Covid ha stravolto il programma dei campionati europei e dei mondiali, che si dovevano svolgere spalmati sugli anni precedenti, così tutto è finito per concentrarsi quest’anno. E i tre anni precedenti sono trascorsi solo in duri allenamenti. “In settimana due-tre ore al giorno – racconta Andrea -, poi con la Nazionale ci si raduna il sabato o la domenica e lì  Pieter Hazeu ci fa lavorare dieci ore al giorno”.

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Campione del mondo twirling

Andrea, come tutti i bambini, all’inizio si è dato al calcio. “Era l’unico sport possibile. Poi ho capito che non faceva al mio caso e ho seguito mia sorella Chiara che, invece, faceva danza. Da lì al twirling il passo è stato breve. A Brembilla c’era un gruppo (ora allenato da Norma Ginami) e mi sono aggregato”.

E come si arriva alla Nazionale di twirling?Con il lavoro. Occorre perfezionare il proprio livello tecnico e superare le selezioni”. Andrea ha partecipato a tutte le gare possibili: provinciali, interprovinciali, regionali e nazionali finché un giorno qualcuno della Nazionale si è accorto di lui e gli ha chiesto di poter lavorare insieme.

Pieter Hazeu è l’allenatore-selezionatore degli atleti per l’Italia. Di nazionalità olandese è finito in Italia per amore (cose che capitano). Lui stesso campione di twirling in Olanda è entrato a far parte dello staff nazionale. Lavora con Andrea da quando Andrea aveva soli 9 anni. E l’ha forgiato a dovere. A quanto pare, però, i risultati gli danno ragione.

Campione del mondo twirling
L’abbraccio con l’allenatore

Il twirling è uno sport raro. Non si vede in tv (“Ma ci stiamo lavorando – dice Pieter -. Vogliamo farlo diventare uno sport olimpico e portarlo alla stessa visibilità che ha la danza artistica”) e se ne parla poco in genere anche sui giornali. Di sicuro è uno sport faticoso e impegnativo perché oltre all’aspetto fisico con esercizi difficilissimi da realizzare, si aggiunge anche l’utilizzo dell’attrezzo che si fa volteggiare mentre si compiono le evoluzioni corporee. Ma non è solo questo. Il twirling è anche ricerca di una messa in scena coreografica ricercata.

 

Pieter Hazeu in questo è un maestro. “Cerco musiche inedite – ci spiega – e creo coreografie originali che poi trasmetto agli atleti”. “Quando facciamo allenamento – dice Andreaci vengono proposte le coreografie e cominciamo a montarle pezzo per pezzo. Poi a casa, ognuno, studia i vari passaggi fino a ottenere il risultato finale”. E qui entra in gioco anche un vice (umilmente si definisce vice perché non vuol togliere nulla all’allenatore principale, ma che, invece, ha un’importanza notevole nel progetto). Per Andrea si tratta di Norma Ginami (sì, è proprio lei, la sorella di Marcello il fisioterapista dell’Atalanta. Che famiglia!). In collaborazione con Pieter i due sono legati dal lavoro da compiere. Pieter dirige atleti e allenatori per far compiere loro quanto è necessario per ottenere il risultato finale. E il compito pare funzioni molto bene.

Campione del mondo twirling

Ma qual è la caratteristica che più di altre contraddistingue Andrea, tanto da farlo essere un campione del mondo?
Andrea dice di sé: “Quando scendo in campo cerco di trasmettere ai giudici e al pubblico le emozioni. Credo di poter dire che punto molto sull’aspetto espressivo-emotivo. Mi riesce bene”. E la conferma arriva anche da Pieter: “Andrea ha una dote: quella di saper interpretare la musica in modo naturale. Gli viene proprio così. Ed è bravissimo anche dal punto di vista tecnico. Sono felice per lui, perché dopo tanto lavoro si merita questo premio”.

Ora c’è da concedersi un po’ di ferie. “Mare! Scelgo il mare e mi divido tra Puglia e Liguria”. Ma nel frattempo Andrea non è fermo, perché sta partecipando al programma The Coach, un talent show, che andrà in onda a settembre sul canale La 7 Gold.

Allenatrice twirling
Norma Ginami

Ma chi è veramente Andrea Salvi ce lo dice Norma Ginami, che lo ha allenato durante la pandemia, quando non ci si poteva recare in palestra. “Si allenava nella taverna di casa sua. Non ha mai mollato. È un ragazzo d’oro. Un esempio per tutti i ragazzi che vogliono intraprendere questo sport. Semplice, organizzato, generoso. Ama questo sport immensamente. Pensi che mentre si stava allenando per il mondiale, mi dava una mano ad aiutare con le ragazze del gruppo di Brembilla”.

E, infine, aggiungiamo che questo ragazzo è a tre esami dalla laurea in Scienze dei servizi giuridici all’Università di Bergamo. Che dire: chapeau.

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