BoltUsain Bolt è sempre l’uomo più veloce del mondo. Il re non abdica anche quando sente, graffiante, il fiato sul collo di Justin Gatlin, accreditato delle credenziali per spodestare il campione olimpico e mondiale in carica. Invece il giamaicano vince la finale dei 100 metru piani alla rassegna iridata 2015 a Pechino, sulla stessa pista che lo aveva visto conquistare il primo oro olimpico, facendo segnare il tempo di 9″ 79, appena un centesimo in meno del suo diretto rivale Gatlin. Corsa intensa e combattuta fin dallo start, il momento meno favoevole a Bolt, il quale con le lunghe falcate recupera e s’impone negli ultimi metri quando invece Gatlin si disunisce arrivandogli dietro un palmo. Medaglia di bronzo a pari merito per lo statunitense Trayvon Bromell e il canadese Andre De Grasse con il tempo di 9″ 92. Il successo fa di Bolt l’atleta più medagliato di sempre nei mondiali di atletica, con 9 titoli assoluti e 11 podi, relegando al secondo posto il “figlio del vento” Carl Lewis. Il merito di Bolt è aver ritrovato il passo e lo smalto dei giorni migliori proprio in coincidenza con la rassegna iridata, dopo una stagione per niente brillante. D’altronde la migliore prestazione del 2015 sui 100 piani del 2015 appartiene a Gatlin con 9”74. Bolt sapeva che gli occhi e le attenzioni erano puntate sul suo avversario, apparso decisamente più teso sui blocchi di partenza, mentre il giamaicano non rinuncia mai al suo show personalissimo che precede ogni gara. Al via Bolt riesce a scattare alla pari degli altri otto concorrenti, ma resta dietro Gatlin. L’arma in più di Bolt resta lo stile e la compostezza della corsa e sul filo di lana riesce a mettere il busto in avanti al momento giusto. La leggenda continua e, dopo i 200 mondiali di Pechino, ci sono ancora le Olimpiadi dio Rio 2016 per riscrivere definitivamente la storia dello sprint.

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