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Via libera agli sport di contatto

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Federica Fusco

Leggi: “via libera alla pratica dello sport di contatto, di squadra e individuale”. E il pensiero va, inevitabilmente, al calcetto tanto praticato dagli over e non solo. In Regione Lombardia, da sabato scorso, 11 luglio, c’è spazio per praticare, con le dovute e ineludibili precauzioni, le discipline che prevedono il confronto fisico. La firma della relativa ordinanza, da parte del governatore Attilio Fontana, offre l’opportunità di riprendere l’attività agonistica, purché svolta nel rispetto delle disposizioni dell’allegato alla stessa ordinanza. Insomma, prudenza e massima attenzione, con le dovute raccomandazioni assegnate alle società sportive. Che, com’è logico immaginare, vorranno adottare ogni accorgimento per preservare la salute di atleti e praticanti. Tra i punti dettagliatamente specificati nell’allegato dell’ordinanza degli sport di contatto si evidenzia che “la pratica sportiva potrà avvenire solo in assenza di segni/sintomi (es. febbre, tosse, difficoltà respiratoria)” e che “all’accesso della struttura verrà rilevata la temperatura corporea” (non deve essere superiore a 37.5°C). Nulla cambia, nella sostanza, ma un passo in avanti per dare respiro ad attività che non possono trovare altrimenti espressione. Si condividono, infatti, ulteriori misure di prevenzione (comportamentali, igieniche, organizzative) in base a quanto contenuto nelle ‘Linee Guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere’ della ‘Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ufficio per lo sport’ e condivise dalla ‘Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome’. Ovvero, a esempio: una corretta prassi igienica individuale (a esempio, frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti e la non condivisione di borracce, bottiglie, bicchieri); regolare e frequente pulizia e disinfezione di aree comuni, spogliatoi, docce, servizi igienici, attrezzature e macchine utilizzate per l’esercizio fisico; tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti.
Si sottolinea, inoltre, che per ogni disciplina sportiva si rimanda anche agli indirizzi approvati dalle singole Federazioni sportive. Riguardo e attenzioni massime, perché l’apertura così concessa “potrà essere rimodulata in funzione dell’evoluzione dello scenario epidemiologico”.

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