Non è un parco acquatico, ma si gioca sull’acqua. Non è un idrovolante, ma ti permette di volare sull’acqua. Non è che si fa solo per divertirsi, perché è soprattutto una scuola federale.

E allora cos’è? Proviamo a immaginare una conversazione tra ragazzi che si chiedono: “Raga, che si fa oggi?”. Il più estroverso azzarda: “Perché non andiamo sulle moto d’acqua?” E l’altro pronto al rilancio: “Perché non con l’hidrofly? Oppure facciamoci trascinare sul bananone”. Sì, ma c’è un posto a Bergamo dove si può fare tutto questo?
Certo che sì. Ci ha pensato Michele Cadei, il pluricampione bergamasco di moto d’acqua. Lui a Treviglio, sul lago Treviza, ha implementato il suo quartier generale sotto il marchio di Moto d’Acqua Italia – Treviglio, il cui amministratore delegato è Catia Cremaschi.

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Primo in Italia a pensare a una cosa del genere. “Aprire una scuola federale vera e propria, questa è stata la scommessa – spiega Michele Cadei -. Ora tutto questo c’è ed esiste. Abbiamo ottenuto tutti i permessi e fatto i corsi obbligatori per ottenere i brevetti da istruttore, che comprendono anche il corso di salvamento in acqua”. Tra le altre cose, il corso di salvamento in acqua per il Nord Italia, si è tenuto proprio sul laghetto di Treviglio con venticinque partecipanti.

Ma chi viene a Treviglio deve fare sport per forza? “Non necessariamente – risponde Cadei -. Sul lago Treviza facciamo attività acquatiche. Abbiamo istruttori che introducono all’attività sportiva, ma siamo aperti anche e soprattutto all’aspetto ludico”.

Al lago Treviza questa estate molti ragazzi hanno già sperimentato la bellezza di questo divertimento. Sessanta ragazzi del Cre di Cenate Sotto, per esempio, dove ognuno di loro nell’arco della giornata ha potuto guidare la moto d’acqua. “Ovviamente sono moto depotenziate e delle dimensioni adatte ai ragazzi”, spiega Michele Cadei. Anche gli Amici di Samuel o l’associazione Enjoyski di Mauro Bernardi hanno trascorso una giornata sulle attrezzature del Centro sportivo di Treviglio. La disabilità non è un limite al divertimento. Ma qui è arrivato anche il pilota di Superbike Andrea Locatelli per provare nuove sensazioni motoristiche.

Quattro istruttori (Michele Cadei, Sonia Carrara, Davide Mussetti e Catia Cremaschi) e 15 moto sono a disposizione di quanti vogliono trascorrere una giornata indimenticabile all’insegna dello sport e del divertimento. L’attrazione più intrigante, manco a dirlo, è l’hidrofly, che ti dà una scarica di pura adrenalina.

Quest’anno abbiamo iniziato in modo sperimentale – conclude Cadei -, ma dalla prossima stagione apriremo in modo sistematico. Vogliamo diventare un punto di riferimento per tutto il territorio bergamasco in una offerta sportiva che non ha eguali in Italia”. Per fare questo Moto d’acqua Italia sta cercando collaborazioni. “Siamo alla ricerca di un gestore operativo in loco che oltre all’apertura gestisca le moto, gli appuntamenti, la manutenzione del centro, gli eventi – conclude Cadeie siamo anche alla ricerca di un PR che si occupi di comunicazione, pubblicità, accordi con i comuni, le scuole, i CRE e le associazioni”.

E c’è da credere che una iniziativa di questo genere dia una spinta, non solo al movimento sportivo delle moto d’acqua, avvicinando i giovani a questo tipo di sport, ma anche e soprattutto, può diventare un volano per l’attività turistica.

E se a condurre i giochi c’è un pluricampione delle moto d’acqua come Michele Cadei, possiamo stare sicuri che l’iniziativa ha già la sua matrice vincente garantita e di successo.

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