Il pericolo valanga annunciato alla vigilia della trasferta di Pescara si è puntualmente manifestato ma l’Albinoleffe è rimasto a fondovalle finendo per farsi travolgere. Sul fronte adriatico fa ancora molto caldo, l’estate si prolunga, ma gli abruzzesi confezionano un pesante cappotto che mette i brividi nonostante la temperatura elevata. Quando iniziato il tentativo di risalita si è già sotto di cinque reti, un passivo irrimediabile tranne, forse, per il Barcellona di Messi. Sul fronte adriatico la squadra seriana comincia a giocare da par suo solo nel secondo tempo, con il risultato ampiamente compromesso, riuscendo a risalire e chiudere con un punteggio più accettabile solo per il tabellino. Eppure dopo 5’ l’Albinoleffe potrebbe segnare per primo se Cisse non fallisse il tocco davanti alla porta avversaria. La forza d’urto della banda Zeman era nota, ma proprio per questo motivo non poteva né doveva rappresentare uno spauracchio, perché il migliore Albinoleffe, quello che copre gli spazi e gioca in velocità e palla a terra, sarebbe in grado di tenere lontano dalla porta gli attaccanti più pericolosi. Invece, parlare di apparato difensivo, dopo aver visto all’opera la retroguardia seriana a Pescara, è puro esercizio lessicale. La sequenza dei primi 50’ è terrificante. Allo sfortunato autogol di Previtali dopo 8’, seguono la rete di Sansovini al 27’ e i 60 secondi di incredibile arrendevolezza in cui maturano le reti di Insigne e Gessa. Quando Immobile fa cinquina dopo 5’ della ripresa, si profila un bilancio disastroso. Poi l’Albinoleffe, strigliato da mister Fortunato, ritrova l’orgoglio e si mette a giocare. Cristiano, subentrato a Cisse, si erge a protagonista di questa reazione accorciando le distanze al 23’ con un tiro di pregevole fattura, per poi procurarsi il calcio di rigore trasformato dal Cocco al 38’. Il gol di Girasole al 43’ rende meno pesante la sconfitta, ma non cancella l’amarezza. La terza sconfitta consecutiva e i 17 gol al passivo (solo quanto l’Empoli) inducono a qualche opportuna riflessione per ritrovare gli equilibri e la concentrazione mancati nei momenti topici. Unica consolazione il primato di Cocco nella classifica dei marcatori con sei reti.

PESCARA (4-3-3): Anania 7 (1′ st Pinsoglio 5.5); Zanon 6, Bacchetti 6, Brosco 6, Petterini 6 (24′ pt Balzano 6); Gessa 7.5, Togni 6.5, Cascione 6.5; Sansovini 7 (20′ st Soddimo 6), Immobile 7, Insigne 7.5. In panchina: Nicco, Kone, Giacomelli, Maniero. All. Zeman.
ALBINOLEFFE (4-3-2-1): Offredi 5,5; D’Aiello 5, Piccinni 5, Bergamelli 5 (32′ st Daffara sv), Regonesi 5; Laner 5, Previtali 5, Hetemaj 5 (1′ st Foglio 5,5); Cisse 5.5 (11′ st Cristiano 6,5), Girasole 6; Cocco 5.5. In panchina: Chimini, Malomo, Pacilli, Torri. All. Fortunato.

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Arbitro: Baratta di Salerno 6
Note: ammoniti Hetemaj, Gessa, D’Aiello, Insigne, Cristiano, Bergamelli. Recupero 2’+3′.

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