Vincenzo Onorato, di professione armatore, è quello che si dice un capitano coraggioso. Perché è bella andare per mare, sfidare e sfidarsi, ma è sempre e comunque saggio misurarsi con i propri mezzi. Quelli economici non gli permettono di affrontare con la necessaria copertura la nuova avventura della Coppa America di vela, la più prestigiosa competizione al mondo giunta, non senza difficoltà, al varo della 34esima edizione. Lo sfidante Mascalzone Latino, la barca “scugnizza” napoletana che ha meritato il ruolo di Challenger of Record, si ritira. E’ la prima volta che accade nella storia dell’America’s Cup. Non è una pagina gratificante per lo sport del mare, ma è sicuramente una prova di saggezza e di stile. Perché non si possono affrontare le regate sapendo di partire battuti. E per preparare degnamente la sfida c’è bisogno di lunga preparazione e mezzi adeguati. D’altronde era stato lo stesso Onorato a chiedere di rivoluzionare le regole, visti i tempi di magra economia, indicando nel catamarano la barca più idonea ad affrontare la competizione. A quasi trent’anni dai fasti di Azzurra e a venti dal sogno del Moro di Venezia, l’unico sfidante italiano rimasto in corsa nella Coppa America porta ancora il nome della Serenissima: Venezia Challenge. C’è chi prova a convincere Onorato a ripensarci, ma l’impressione è che il capitano abbia deciso di ammainare le vele e pensare al futuro.

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