Il risveglio di Ibrahimovic nella prima notte di San Siro in rossonero, con doppietta e vittoria sull’Auxerre nel primo turno del girone eliminatorio di Champions League, rilancia la squadra di Allegri dopo la clamorosa resa di Cesena. L’atteggiamento rinunciatario, antitetico rispetto a quello che ha contraddistinto la Roma di Ranieri nella passata stagione, condanna i giallorossi sul campo del Bayern Monaco. Due risvolti contrapposti che rispecchiano il momento di due squadre candidate al ruolo di protagoniste in campionato e chiamate a dare il meglio in Europa. La doppietta di Ibra non risolve tutti i problemi del Milan, certamente rimette i rossoneri in carreggiata. Il 4-2-3-1 dei francesi non è un arroccamento ma poco ci manca. Sta di fatto che riescono a pungere ugualmente e al 22’ del primo tempo il difensore Coulibaly anticipa Nesta e con un colpo di testa centra l’incrocio dei pali. Il Milan cambia con la sostituzione, al 10’ della ripresa, di Pato con Robinho che va ad affiancare Ronaldinho e Ibrahimovic. Nel giro di tre minuti, dal 21’ al 24’, i due gol di Ibra, il primo con una deviazione su cross pennellato di Boateng, il secondo espressione della premiata ditta Dinho-Ibra con lo svedese che inventa una traiettoria tesa e precisa da non lasciare scampo al portiere francese. Va aggiunto che con il ritorno di Nesta in difesa il reparto appare più sicuro, mentre Boateng si sta rivelando una pedina importante nel 4-3-3 di Allegri. Nel gruppo G, lo stesso del Milan, il Real Madrid di Mourinho esordisce con un secco 2-0 all’Ajax. Il risultato conferma che i giochi per il primato del girone saranno tra Real e Milan. Difficile capire cosa sia successo a Monaco di Baviera, dove la Roma regge fino al 78’, quando però i remi in barca erano tirati da un pezzo. Totti rileva, giustamente, che i giallorossi non siano mai riusciti a tirare in porta. E questo è un segnale molto negativo. Al punto da indurre la società giallorossa a rendere dichiarazioni solo attraverso il tecnico Ranieri o i dirigenti. Ciò almeno fino al termine del prossimo impegno di campionato. L’avvio difficile di quest’anno non sembra avere gli stessi connotati della falsa partenza accusata ad inizio della stagione scorsa, che costò la panchina a Spalletti e in prospettiva lo scudetto. Ora appare più un problema di meccanismi da oliare, ritmo e concentrazione. E se Totti si mostra preoccupato, deve esserlo tutto l’ambiente romanista.

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