Un outsider sul traguardo del Giro di Lombardia, la classica delle foglie morte che chiude di fatto la stagione del ciclismo internazionale. A Lecco s’impone a sorpresa lo svizzero Oliver Zaugg, al primo successo dopo otto anni di carriera tra i professionisti. Per rompere il digiuno ha scelto una vetrina di primissimo piano. Trentenne scalatore della Leopard Trek, Zaugg è uscito allo scoperto quando mancavano 10 km al traguardo della corsa che, partita da Milano, ha portato i corridori a Lecco dopo un percorso di 241 km. Primo del vincitore ci aveva provato, da eroe d’altri tempi, Vincenzo Nibali, scattato da solo a una cinquantina di km dal traguardo. Il siciliano si è involato passando per primo sul colle della Madonna del Ghisallo (vincendo il trofeo in memoria del giornalista della Gazzetta dello Sport Pier Luigi Todisco, vittima di un incidente in bicicletta nelle strade di Milano), arrendendosi in pianura al termine della discesa e arrivando nelle retrovie e stremato al traguardo con 7’ di ritardo. Resta la firma di Nibali su un tentativo che ha avuto il merito di ravvivare la corsa e celebrare uno dei tratti più impegnativi.

Zaugg ha avuto il merito di sorprendere tutti al momento giusto sulle rampe della salita di Villa Vergano. Lo svizzero ha guadagnato terreno sia in salita che in discesa. Gli sono bastati 20’ di vantaggio per arrivare a braccia alzate sul traguardo. Primo degli italiani Ivan Basso (Liquigas), quarto alle spalle dell’irlandese Daniel Martin (Garmin) e dello spagnolo Joaquin Rodriguez (Katusha).

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