L’Epifania 2011 coincide con il centenario della maglia azzurra. Venne indossata perla prima volta il 6 gennaio 1911 in occasione della partita di calcio Italia-Ungheria all’Arena di Milano. I primi due incontri ufficiali della nostra nazionale furono disputati in maglia bianca. Contro la squadra magiara, anch’essa con la candida, si optò per il colore azzurro in onore dei Savoia. Da allora è diventata l’emblema del calcio italico, ad eccezione di due incontri disputati durante il campionato mondiale di Francia 1938 quando fu indossato una maglia nera. L’azzurro ha conosciuto diverse varianti. Sulle maglie dei campioni del mondo 1934 e 1938 campeggiava lo stemma sabaudo. Quando si è trattato di distinguersi dagli avversari di turno, si è fatto ricorso ancora alla maglia bianca ma con un evidente striscia orizzontale sul petto come accadde a Mexico ’70 e Germania ’74. All’azzurro sono legati i successi mondiali di Bearzot nel 1982 e Lippi nel 2006, quello di Valcareggi all’Europeo 1968, le grandi partite come Italia-Germania 4-3 all’Azteca di Città del Messico e quelle meno fortunate come la finale mondiale di Pasadena persa ai rigori contro il Brasile. Al colore azzurro sono legati tutti i calciatori che hanno avuto l’onore di indossarla. Ne vanni ricordati simbolicamente due: Fabio Cannavaro, che vanta il record assoluto di 136 presenze, e Gigi Riva, capocannoniere di tutti i tempi con 35 reti segnate in nazionale.

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