In serie A si gioca. Accogliamo la notizia, ampiamente annunciata, che mette fine al braccio di ferro tra associalciatori e Lega. Meno male, perché il protrarsi di un simile stallo, evitabilissimo con il buon senso bilaterale, avrebbe provocato danni profondi e lacerato il cordone ombelicale che tiene legati gli appassionati del pallone. Un accordo le cui basi sono state poste a dicembre 2010 ma sottoscritto solo ai primi di settembre 2011. Un parto, insomma, e nemmeno tanto indolore visto che è saltata la prima di campionato in serie A. Un’intesa fino a giugno 2012 sui temi portanti che preludono alla riforma del sistema calcio, ma che risente della pesante decisione di non scendere in campo. Se poi i vertici della Lega sottolineano che la cancellazione del contributo di solidarietà abbia facilitato il raggiungimento dell’accordo, ci si chiede legittimamente cosa sarebbe successo se la manovra economica avesse confermato il tributo. C’è voluta la mediazione del Governo per trovare una soluzione da tutti condivisa. Un ponte fino a giugno 2012 per poi affrontare i grandi temi della riforma del calcio. Molto resta da chiarire, a cominciare dal discusso articolo 7. I fuori rosa potranno continuare ad allenarsi con la squadra di appartenenza. Ne sapremo di più nelle prossime puntate.

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