Dove eravamo rimasti? Domanda legittima in casa Albinoleffe, dopo la serie di risultati che hanno visto la squadra seriana uscire sconfitta in sei partite con l’intermezzo del successo notturno con il Padova. Dunque, eravamo rimasti proprio alla sera di mercoledì 5 ottobre, con una prova tutta gambe e concentrazione, che aveva consentito di piegare il lanciatissimo Padova dell’ex Dal Canto. Dice bene il presidente Andreoletti quando ricorda le caratteristiche dell’Albinoleffe, che dà il meglio quando riesce a contenere l’avversario ed pronto a ripartire. Bisogna ammettere che i blu celesti non hanno fatto male a Sassuolo, condannati da un tiro del sabato costato anche i legamenti al realizzatore, rilassandosi incredibilmente nel finale di primo tempo con il Crotone e subito dopo il pareggio di Foglio che sembrava inizio di capovolgimento del risultato. Poi si sa com’è andata, con tre espulsioni evitabili con quel pizzico di tempismo e attenzione che fanno la differenza e senza il nervosismo palese e gratuito che mai aiuta nei momenti di difficoltà. Ora, complici anche i risultati delle squadre di bassa classifica, l’Albinoleffe è finito risucchiato nel gruppo di quelle destinate a lottare per la permanenza in B. Nulla di compromesso né irrimediabile, ma la squadra deve ritrovare il coraggio e la convinzione, doti che le hanno permesso nel corso delle stagioni passate di affrontare a testa alta ogni tipo di avversario, ottenendo risultati prestigiosi e uscendo quasi sempre a testa alta. L’Albinoleffe non può e non deve smarrire la sua vera identità, che in definitiva è anche la sua forza.

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La gara di Vicenza non sarà prova di appello ma un esame di maturità. Daniele Fortunato si sentirà a casa per questioni di censo. Modulo a parte, la squadra dovrà dimostrare di saper interpretare il gioco caro al suo allenatore: corsa e palla a terra.

VIDEO:Fortunato, ho fiducia nei miei giocatori

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