Rafael Nadal ha la possibilità di emulare pochi, grandi campioni del tennis che nello stesso anno sono riusciti a vincere i tornei del Roland Garros, di Wimbledon e l’US Open. Lo spagnolo, all’esordio sui campi in cemento americani, ha capito subito che il cammino verso la finale è irto di ostacoli. Quello che appariva un avversario tenero al primo turno, il russo Gabashvili, lo ha costretto a restare in campo tre ore e dare il meglio nei tie-break che hanno deciso i primi due set. Se Federer ha messo a segno il colpo da cineteca, colpendo spalle alla rete la palla portando il colpo tra le gambe e indovinando la traiettoria impossibile, Nadal è come sempre votato al gioco essenziale, fatto di colpi profondi che mettono a dura prova la capacità di recupero dell’avversario. Tuttavia, basta avere di fronte chi fa della resistenza la propria arma migliore e sul campo gente come Nadal rischia di rimanerci ben oltre il tempo preventivato. L’US Open è una dura maratona per qualunque campione. Ne sa qualcosa un altro candidato al successo, Djokovic che ha risolto a proprio favore solo al quinto set e dopo aver portato a termine un’autentica impresa quando, sotto per 2 set a 1, nella quarta partita è risalito dallo 0-2 e 15-40 nel terzo game al 6-3 finale. Un autentico tour de force che però è servito a rendere ancora più avvincente il torneo. Chi invece non ce l’ha fatta nonostante una lotta durata cinque set è stato l’italiano Fabio Fognini, uscito ad opera dello spagnolo Verdasco, che si è imposto per 1-6 7-5 6-1 4-6 6-3. Wimbledon aveva visto Verdasco soccombere proprio a Fognini, che non è riuscito a ripetersi al caldo di New York. Con l’uscita di Potito Starace e Andreas Seppi, l’Italia maschile è già fuori dall’US Open. Come nell’edizione 2009, anche quest’anno nessun azzurro oltre il primo turno del prestigioso torneo.

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A tenere alto l’onore del tennis azzurro sono Francesca Schiavone, che vinto nettamente il derby con Maria Elena Camerin, chiudendo con il punteggio di 6-2 6-1, e Sara Errani, che ha superato per 6-2 6-3 la russa Alisa Kleybanova, testa di serie numero 28. Francesca Schiavone se la vedrà al terzo turno con l’ucraina Bondarenko, avversaria sulla carta inferiore per tecnica e fondo agonistico. A Sara Errani, invece, tocca la vincente tra la finalista del Ronald Garros, Stosur, e Rodionova. Conforta sapere che le tenniste azzurre si sentano bene fisicamente e riescano a tenere alta la concentrazione, nonostante gli elevati indici di calore, causa del collasso di cui è stata vittima la bielorussa Azarenka.

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