Luca Dotto è il protagonista della quarta e penultima giornata dei campionati primaverili di nuoto. Nei 50 stile libero in 22″04 eguaglia il tempo limite per i Mondiali di Shanghai, per i quali già era qualificato nei 100, realizza la migliore prestazione italiana con costume in tessuto (precedente di Lorenzo Vismara, 22″06 a Zagabria nel 1999), abbassa il personale dal 22″14 segnato per il quinto posto agli Europei di Budapest del 2010 e timbra la quinta prestazione mondiale stagionale. Meglio di lui solo i francesi Frederick Bousquet (21″82), campione europeo, e Alain Bernard (21″98), olimpionico dei 100, lo svedese Stefan Nystrand (22″01) e l’australiano Matthew Abood (22″02). Dietro il campione olimpico e mondiale, il brasiliano Cesar Cielo (22″08). Per Luca Dotto è la seconda prestazione di altissimo livello dopo i 100 stile libero vinti in 48″58, ben al di sotto del primato personale (prec. 48″94 agli Europei di Budapest) e a 15/100 dal tempo con cui Magnini vinse il secondo mondiale consecutivo a Melbourne 2007, nonché quarto tempo mondiale stagionale. Il carabiniere Samuel Pizzetti vince i 1500 in 14’56″47 (3’55″82 ai 400, 7’56″27 agli 800, 11’57″19 ai 1200, ultimi 100 metri in 1’00″34), seconda prestazione mondiale stagionale alle spalle del cinese Yang Sun (14’42″52), che lo precede nel ranking dell’anno anche negli 800 (7’49″79 contro 7’44″12) e guida pure i 200 e 400, in cui l’azzurro si è imposto in 3’47″31 (settima prestazione mondiale stagionale e primato personale). Tre su tre e secondo pass iridato per Federica Pellegrini che nuota i 200 stile libero alla cieca. Non perché sia la regina indiscussa della distanza, artefice del grande slam tra il 2008 e il 2010, nonché autrice di otto record del mondo di cui in vasca corta. Ma perché scivola dai blocchi e perde il corretto posizionamento degli occhialini. Vince comunque in 1’56″98 (27″89, 57″10, 1’27″02), ma dopo la virata dei 100 comincia a non vedere più nulla, “se non la linea nera del fondo”. Un peccato, perché il passaggio a metà gara era in linea con l’ 1’55″45 (27″88, 57″16, 1’26″42), nuotato a Budapest il 14 agosto scorso per l’unico oro che le mancava sulla distanza (probabilmente per l’opinabile squalifica di Eindhoven 2008), e che rappresenterebbe il record del mondo senza considerare i tempi “gommati”. La Pellegrini, già autrice del secondo tempo mondiale stagionale nei 400 sl in 4’03″49, timbra comunque il sesto tempo dell’anno alle spalle delle australiane Kylie Palmer (1’55″73) e Bronte Barratt (1’55″74), della francese Camille Muffat (1’55″95), dell’olandese Femke Heemskerk (1’56″61) e della svedese Sarah Sjostrom (1’56″91). Più lontane la statunitense Katie Hoff (1’57″97), le cinesi Qian Chen (1’58″24) e Jing Liu (1’58″35) e la tedeschina Silke Lippok (1’59″01), che non sono state tradite dagli occhialini.
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