La stagione dello sci sembrava nata sotto una cattiva stella. Rari i podi, qualche buon piazzamento e in generale un ritardo in tutte le discipline. Invece l’atmosfera iridata di Garmisch restituisce la migliore squadra azzurra su tutti i fronti. Giovedì 17 febbraio, in barba alla superstizione, l’Italia porta a casa la quinta medaglia di questo mondiale grazie a Federica Brignone: la 20enne milanese di nascita e valdostana di adozione, ha conquistato l’argento nel gigante femminile di Garmisch dietro alla slovena Tina Maze, oro per soli 9 centesimi. La Brignone, seconda dietro alla slovena anche nella prima discesa, ha effettuato due manches al limite della perfezione. Veloce anche sui piani, Federica è figlia di Maria Rosa Quario, nazionale a cavallo degli anni ’80, che conquistò quattro vittorie in Coppa del Mondo senza tuttavia riuscire a salire sul podio iridato. Se Federica è stata bravissima, altrettanto forti sono andate le altre azzurre. Un pizzico di amarezza rimane per Denise Karbon, che ha chiuso al quarto posto dietro la francese Worley, autrice di una seconda manche strepitosa con un recupero dalla diciannovesima posizione. L’azzurra, al miglior risultato ndopo due anni sfortunati caratterizzati da condizioni fisiche precarie, ha pagato un piccolo errore a poche porte dal traguardo, mancando la terza medaglia iridata dopo quelle del 2003 (argento) e Aare (bronzo) per 26 centesimi. Sesta Manuela Moelgg, che ha sciato bene nella prima manche (quinta), ma ha perso sul lungo piano finale in quella decisiva togliendosi comunque la soddisfazione di passare davanti a campionesse come la Goergl e la Zettel. Nelle retrovie Irene Curtoni. L’oro della bella Tina Maze è comunque colorato un po’ di azzurro, visto che il suo team personale è composto prevalentemente da tecnici italiani. (fonte: fisi)

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