La Juventus, finita nella palude dopo la sconfitta di Lecce, si ritrova nelle sabbie mobili perdendo in casa con il Bologna. Ancora due gol sul groppone, con un difesa bucata nel secondo tempo dal sempreverde Di Vaio, un ex che non perdona, implacabile nel mettere a segno una doppietta. La Juve fa la partita, è vero, o perlomeno tenta di farla, contro una squadra, quella di Malsani, bene organizzata e concentrata, scesa in campo all’Olimpico di Torino con l’obiettivo di giocarsela fino in fondo, arginare e contrattaccare. Del Neri avrebbe dovuto intuire le intenzioni dell’avversario, invece va in barca con il suo 4-4-2. Prima la scelta di schierare in avanti Matri e Iaquinta puntando sugli esterni Krasic, non in serata, e Martinez, inguardabile. Poi ad inizio di ripresa la doppia sostituzione: dentro Toni e Del Piero, fuori Iaquinta e Martinez, con conseguente sbilanciamento a centrocampo che dà il là alle azioni concluse in gol da Di Vaio al 4’ e al 20’. Va detto che gli attaccanti juventini sprecano buone occasioni: Iaquinta colpisce il palo da distanza ravvicinata, Toni si vede respingere il tiro a botta sicura da Portauova sulla linea di porta. Ma questa non può dirsi sfortuna. Semmai incapacità di essere risoluti, segno di evidente mancanza di lucidità mentale. I fischi piovuti dagli spalti sono l’emblema di una stagione difficile da raddrizzare. L’obiettivo più importante, ovvero almeno il quarto posto per giocarsi l’accesso alla Champions League, è lontano. Il Bologna, al contrario, sta conquistando sul campo i punti necessari a guadagnare la salvezza e compensare i guasti societari costati la penalizzazione. Un bell’esempio.

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