L’eroe della 19esima giornata di serie A è Edinson Cavani, autore di una fantastica tripletta che consente al Napoli di surclassare la Juventus. La squadra della domenica è per l’appunto il Napoli, che sale al secondo posto a quattro punti dalla vetta. Al San Paolo salgono in cattedra gli uomini di Mazzarri che dalla panchina detta i ritmi e affida a Maggio e Dossena il compito di portare le incursioni sulle fasce laterali. Il 3-4-2-1 del Napoli, con Hamsik e Lavezzi a sostegno di Cavani, è incontenibile e domina gli avversari vincendo i duelli grazie alla rapidità e alla velocità. Nelle file bianconere esordio di Toni accanto ad Amauri, con Krasic e Pepe esterni del centrocampo formato da Aquilani e Marchisio. Il Napoli presidia subito la metà campo juventina e al 20’ passa in vantaggio con un cross di Maggio raccolto di testa da Cavani che piazza il pallone dove Storari non può arrivare. Il portiere bianconero si riscatta un minuto dopo deviando in angolo una conclusione angolata di Lavezzi. Al 22’ De Sanctis devia in angolo un gran tiro di Amauri. Sul corner Toni segna di testa ma dopo aver colpito con il braccio il volto del portiere napoletano. Al 26’ Cavani firma la doppietta, raccogliendo un cross da sinistra di Dossena e schiacciando di testa in rete. La formazione partenopea impressiona perché non concede spazi all’avversario. Sensazione confermata nella ripresa, quando Del Neri si affida subito a Grosso, al posto di Traorè, per garantire maggiore spinta. Per la Juve un solo lampo, al 3’, con un colpo di testa ravvicinato di Amauri respinto con i pugni da De Sanctis. Al 6’ Amauri lascia il posto a Del Piero, ma dopo 2’ arriva il tris del Napoli al termine di una combinazione tra Lavezzi e Hamsik che mette il pallone sul palo opposto dove si avventa Cavani che in tuffo di testa insacca scatenando l’apoteosi.

Frenano le prime classe, ma il Milan può ugualmente sorridere grazie ai passi falsi delle due squadre romane. I rossoneri devono accontentarsi di un punto a San Siro dove aver rischiato di capitolare pesantemente contro l’Udinese, per tre volte in vantaggio prima di essere raggiunta sul 4 pari ad una manciata di secondi dalla fine del tempo di recupero. Di Natale, scatenato quando gioca a Milano, apre la serie di marcature ribattendo in rete con istinto e reattività il pallone respinto dal palo su tiro di un compagno. I rossoneri pareggiano con Pato imbeccato dal rientrante Ibrahimovic, ma tornano in svantaggio su inzuccata in tuffo di Sanchez. Il tris di Di Natale, che aggira Bonera e il portiere piazzando il pallone nell’angolo, è da applausi. Sembra fatta, ma il debutto di Cassano a San Siro in maglia rossonera imprime una svolta. Dapprima la fortuna aiuta il Milan con un tiro cross di Thiago Silva deviato da Benatia che inganna il portiere udinese. Poi il pareggio confezionato da Cassano che smarca al centro dell’area Pato, implacabile nella conclusione. L’Udinese non si abbatte e in contropiede trova la rete del 4-3 con Denis. In pieno recupero, con le speranze affievolite, ennesimo tocco delizioso di Cassano per Ibrahimovic che si aggiusta il pallone con una finta e tira a colpo sicuro agguantando il pareggio definitivo.

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La Lazio non riesce a celebrare degnamente il centoundicesimo anniversario di fondazione, con una prestazione poco fortunata che consegna la vittoria al Lecce sul campo dell’Olimpico. Salentini in vantaggio nel primo tempo con un tiro di Jeda che centra il palo e poi colpisce la schiera di Muslera per la più classica delle autoreti. Il pareggio raggiunto nella ripresa da Mauri, ma in posizione di fuorigioco non rilevata dal guardalinee, viene vanificato dal gol partita del Lecce che, dopo un palo colpito da Zarate, riparte in contropiede e gonfia la rete di Muslera con Grossmuller. Il Lecce riscatta così la sconfitta interna nel derby pugliese partita all’Epifania, mentre la Lazio si dispera per l’occasione sciupata di avvicinarsi al Milan.

Peggio va alla Roma che a Marassi contro la Sampdoria incappa in una giornata decisamente storta del difensore centrale Juan. Con Totti e De Rossi in panchina dall’inizio (non era mai capitato da quando le due bandiere giallorosse giocano insieme in prima squadra), Ranieri punta a sfruttare la velocità sulle fasce laterali e il gol di Vucinic dopo 5’ sembra dargli ragione. Il primo tempo vede la netta supremazia della Roma, che però non riesce a raddoppiare. Nella ripresa un improvvido retropassaggio di Juan costringe Julio Sergio al fallo da rigore. Il portiere viene espulso e la Samp pareggia con Pozzi. Dopo i giallorossi, anche i doriani restano in dieci. Al 39’ della ripresa un tocco maldestro in area di Juan consente a Guberti di inserirsi e beffare difensore e il portiere Doni, portando in vantaggio la Sampdoria. E’ il gol decisivo, perché quando Ranieri decide di inserire Totti è troppo tardi, anche se i padroni di casa restano in nove per doppia ammonizione di Gastaldello. Di Carlo può così festeggiare le 300 panchine da allenatore, mentre la Roma medita sugli sbagli e sulle scelte tattiche.

L’Inter passa a Catania grazie ad una doppietta di un fantastico Cambiasso, in grado di fare la differenza nel momento di maggiori difficoltà dei nerazzurri. Dopo un primo tempo senza infamia e senza lode, nella ripresa la squadra di Leonardo prova a spingere con Eto’o e Milito ma deve fare i conti con un Catania intraprendente. La squadra etnea passa in vantaggio al 25’ con Gomez, che spedisce in rete il pallone respinto di testa sulla linea di porta da Stankovic su tiro di Maxi Lopez. Poi, nel giro di cinque minuti, l’argentino segna prima di piede e poi di testa, come aveva fatto contro il Napoli, e mette nel forziere tre punti fondamentali per l’Inter.

Bari e Parma vanificano le imprese di Epifania, quando avevano vinto sui campi di Lecce e Torino contro la Juve. Gli emiliani si fanno superare in casa dal Cagliari di Donadoni, che assiste alla resurrezione di Acquafresca, autore di una pregevole doppietta. Per il Parma ancora una perla di Giovinco, insufficiente per evitare la sconfitta interna. Ekdal e Di Vaio trafiggono il Bari e regalano il successo al Bologna. La squadra di Ventura si ritrova in fondo alla classifica. Il Brescia illude, concludendo in vantaggio di due reti il primo tempo a Firenze, grazie alle invenzioni di Diamanti e Cordova su calcio di punizione. Nella ripresa Mijhailovic riesce a trasformare i viola che accorciano le distanze con Gilardino, raggiungono il pareggio con Santana e infine segnano il gol della vittoria con Ljajic. Finiscono senza reti le sfide Cesena-Genoa e Chievo-Palermo.

Risultati 19a giornata: Bari-Bologna 0-2 Catania-Inter 1-2 Cesena-Genoa 0-0 Chievo-Palermo 0-0 Fiorentina-Brescia 3-2 Lazio-Lecce 1-2 Milan-Udinese 4-4 Parma-Cagliari 1-2 Sampdoria-Roma 2-1 Napoli-Juventus 3-0

Classifica: Milan 40 Napoli 36 Lazio 34 Roma 32 Juventus 31 Inter 29 Udinese 27 Sampdoria 26 Bologna 24 Cagliari Fiorentina Genoa 23 Chievo Parma 22 Catania 21 Cesena 19 Lecce 18 Brescia 15 Bari 14

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