L’Inter ritrova l’identità smarrita e ottiene la prima vittoria stagionale ai danni del Bologna. L’arrivo di Claudio Ranieri sulla panchina nerazzurra riconsegna una squadra disposta con i giusti equilibri, che consente di sfruttare le doti dei singoli ed esaltare l’intesa. L’Inter versione Ranieri p schierata con il 4-3-1-2: Julio Cesar; Nagatomo, Lucio, Samuel, Chivu; Obi (19′ st Muntari), Cambiasso, Zanetti; Coutinho sostituto dell’indisponibile Sneijder (11′ st Jonathan); Pazzini e Forlan in avanti. (30′ st Milito). Nel primo tempo la squadra fa le prove generali, passando in vantaggio al 39’ con un preciso rasoterra di Pazzini. Il ritrovato carattere dell’Inter si vede nella ripresa quando il Bologna prende gradualmente in mano la partita. Ranieri cambia due pedine, inserendo Jonathan al posto di Coutinho e Muntari, praticamente messo fuori rosa da Gasperini, per Obi. La squadra felsinea agguanta il pareggio con Diamanti su calcio di rigore concesso per trattenuta di Samuel a Portauova. Il Bologna spinge ma non ha fatto i conti con la nuova vena nerazzurra. Al 35’ del secondo tempo Milito, 5’ dopo essere subentrato a Forlan, viene liberato in area da un assist di Cambiasso e si guadagna un penalty che comporta l’espulsione del difensore bolognese Morleo. Il principe non sbaglia e riporta in vantaggio l’Inter. Al 42’ il sigillo di Lucio interviene di testa su calcio di punizione di Muntari mettendo alle spalle del portiere Agliardi, sostituto di Gillet infortunato.

Tre punti e primo successo anche per il Milan che supera il Cesena a San Siro grazie a una rete spettacolare segnata nel primo tempo da Seedorf, indubbiamente migliore in campo, che prende in mano la squadra, dettando i tempi e contribuendo a superare le difficoltà in fase di realizzazione ispirando puntualmente Cassano e El Sharawi, fermati dal portiere cesenate Ravaglia. Quattro sconfitte in quattro gare, invece, per il Cesena.

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Al San Paolo finisce senza reti tra Napoli e Fiorentina in una partita molto combattuta, con le due squadre che giocano a viso aperto. La squadra partenopea, meno brillante del solito, sbatte contro la guardia difensiva viola, mentre sull’altro fronte il più vivace e in palla appare Cerci. Il trio Hamsik-Lavezzi-Cavani non riesce a incidere, mentre la squadra di Mihajlovic conferma un ottimo inquadramento e qualità complessiva in crescita.

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