Tennis: Schiavone agli ottavi, fuori l’americano Roddick a Miami

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Francesca Schiavone si è qualificata agli ottavi di finale del “Sony Ericsson Open”, torneo Wta “Premier Mandatory” dotato di un montepremi di quattro milioni e mezzo di dollari in corso sui campi in cemento di Miami, in Florida. La trentenne milanese, numero 4 Wta e quinta favorita del seeding, dopo aver esordito positivamente venerdì scorso superando la tedesca Angelique Kerber con un doppio 64, ha superato la spagnola Lourdes Dominguez Lino, numero 49 del ranking Wta e recente vincitrice del Wta di Bogotà. Negli ottavi affronterà la polacca Agnieszka Radwanska, testa di serie numero nove, contro la quale la Schiavone si è imposta in tutti e quattro i precedenti.

In campo maschile, fuori il beniamino di casa Andy Roddick, numero 8 del seeding e campione uscente (sui campi in cemento della Florida aveva vinto anche nel 2004). A batterlo è stato l’uruguaiano Pablo Cuevas: 64 76(4). Esordio positivo, invece, per Rafa Nadal e Roger Federer. Lo spagnolo numero uno del mondo si è qualificato al terzo turno battendo con un doppio 64 il giapponese Kei Nishikori (n.62 Atp). Nadal non ha mai vinto in Florida: è stato finalista nel 2005 (fermato in cinque set da Federer) e nel 2008 (sconfitto in due set da Davydenko), mentre lo scorso anno si è arreso in semifinale ad Andy Roddick poi vincitore del torneo. Dovesse conquistare il titolo eguaglierebbe il primato di Andre Agassi capace di imporsi in sette dei nove Masters 1000. Bene anche Roger Federer: lo svizzero, terzo favorito del seeding, ha sconfitto al secondo turno per 63 63 il ceco Radek Stepanek. Grazie a questo successo il ventinovenne di Basilea ha raggiunto Pete Sampras al settimo posto nella speciale classifica stilata in base al numero dei match vinti: ora sono 762, come quelli dello statunitense. Roger, a Miami autore di una doppietta nel 2005/2006, troverà al terzo turno l’argentino Juan Monaco (n. 32). L’ucraino Alexandr Dolgopolov (n. 21), uno degli emergenti del circuito, ha superato l’azzurro Andreas Seppi.

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