Ad Antonio Cassano bastano 45 minuti per fare magie, inventare giocate deliziose, produrre dialoghi geometrici con i compagni, generare assist e mettere a segno reti d’autore. Al prof. Mario Carminati, cardiochirurgo di fama internazionale dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, sono bastati 35 minuti per correggere l’anomalia cardiaca, il forame ovale pervio, da cui era affetto il calciatore. Un piccolo buco che altera la circolazione del sangue, facendolo passare tra atrio destro e sinistro con la conseguenza della possibile formazione di grumi, uno dei quali è stato causa di ischemia transitoria. Tecnicamente il cardiochirurgo ha fatto scivolare un piccolo catatere attraverso la vena femorale, all’altezza dell’inguine, facendolo risalire fino all’atrio destro, dove il minuscolo foro è stato chiuso e saldato con due ombrellini. Per usare una metafora, il prof. Carminati ha eseguito un allungo, una vera e propria diagonale difensiva, per andare a chiudere il buco. Niente bisturi, solo un elegante e preciso intervento tecnico, che restituisce l’equilibrio circolatorio alla persona e rilancia Antonio Cassano in veste di calciatore. Adesso lo attende un semestre bianco, una convalescenza rapida seguita da costanti verifiche e osservazioni per avere conferma del definitivo superamento del problema; periodo durante il quale potrà riguadagnare la condizione fisico-atletica per tornare a produrre il massimo sforzo, e ottenere il via libera dalla commissione medico sportiva. Auguri e ad maiora.

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