Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 hanno lasciato un segno importante sullo sport bergamasco e la dimostrazione arriva da Sofia Goggia, Michela Moioli e Federico Tomasoni che hanno regalato quattro storiche medaglie al movimento orobico.
La competizione ha rappresentato l’apice di una stagione piena di successi che è stata celebrata in occasione del FISI Media Day andato in scena al Teatro Armani a Milano.
I tre fuoriclasse dello sport bergamasco hanno preso parte all’evento ricordando le difficoltà e le soddisfazioni ottenuto ai Giochi, nonostante una gioia soltanto parziale come nel caso di Goggia.
“Nella giornata dell’8 febbraio, quella della discesa libera, ho preso parte per ultima del primo gruppo e ho trovato condizioni difficili:visibilità piatta, una giornata particolarmente calda, la caduta di un’atleta e una pista estremamente lunga. Sicuramente, a livello sciistico, in quella giornata ho commesso degli errori: nello Schuss delle “Tofane” sono andata particolarmente lunga, e ho avuto anche un’imperfezione allo “Scarpadon”, che poi non mi ha permesso di prendere bene la linea prima del salto successivo – ha spiegato Goggia -. Però, nonostante questo, penso che la giornata sia stata estremamente positiva, non solo per il bronzo, ma per come sono riuscita a gestire mentalmente una situazione che stava diventando molto complicata già in partenza. Comunque, quando si finisce la stagione con una medaglia olimpica e con una Coppa del Mondo, che non avevo mai vinto prima, non si può parlare di stagione deludente, anzi: è stata una stagione completa. Sicuramente le aspettative erano alte, visto anche l’ottimo livello che riuscivo a esprimere in allenamento in tre discipline, compreso il gigante. Però ci sono state tante cose che non sono andate nel verso giusto”.
Dopo essersi imposta nella Coppa del Mondo di supergigante, la finanziera orobica ha raggiunto la laurea in scienze politiche all’Università Luiss di Roma.
Un appuntamento festeggiato a poche settimane dalla conclusione della stagione: “Mi sono laureata venerdì. Si è riunita la commissione, quindi ho ricevuto il mio voto. Non si discute la tesi triennale, poi ci sarà il giorno della proclamazione a giugno, quindi faremo lì le foto ufficiali. È stato un bel percorso che ho deciso di intraprendere parallelamente all’attività dello sci. L’ho fatto perché sentivo il bisogno di esplorare qualcosa oltre i confini di questa attività bellissima, ma totalizzante, a cui ho sempre dedicato tutta la mia vita – ha aggiunto Goggia -. Personalmente sentivo che non mi bastava. Sono quindi molto contenta di aver avuto il coraggio di intraprendere un percorso di studi e mi auguro che anche tanti altri atleti possano trarre ispirazione dal mio esempio , così come da quello di altri atleti virtuosi, per portare avanti, parallelamente alla carriera sportiva, anche un percorso di studi. Perchè si può fare”.
Raggiungere le medaglie è stato particolarmente complicato anche per Michela Moioli che ha rischiato di non esserci a causa di una caduta in allenamento che poteva compromettere le sue prestazioni.
“La sera prima ero con mia sorella e mia mamma che mi sono state vicine dopo due giorni abbastanza folli, fra volo in elicottero in ospedale, radiografie, il viso tutto grattato e l’idea di non riuscire a competere al 100%, perché avevo preso una testata – ha ricordato la 30enne di Alzano Lombardo -. Non stavo benissimo, però il giorno della gara ci tenevo così tanto a esserci per chiudere un percorso iniziato sette anni fa e quindi ci tenevo a esserci nonostante le ferite sia dentro che fuori. Ci fanno crescere, ci regalano esperienze e insegnamenti. Non contano solo le medaglie, ma quello che riusciamo a raggiungere per fare fare il risultato. Non sempre ci si riesce, ma dobbiamo ricordare di volere arrivare lì”.













