Che tristezza questa Atalanta colabrodo e fragile

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Tiri in porta 6 volte su 19 tentativi e non segni. Il Parma prima con un colpo di testa da calcio d’angolo, poi con un cross che Zappacosta butta nella propria rete e, infine, con un tiro di Lontani il Parma esce dalla New Balance Arena con un tiro, tre gol, tre punti e clean sheet.

Fa tristezza questa Atalanta colabrodo e priva di gioco, subissata dai fischi dei propri tifosi che si stanno scocciando di dover portare pazienza.

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La domanda è: in alcuni casi (vedi Palladino) un allenatore subentra in corsa a un altro allenatore. Arriva e in quattro e quattr’otto incide sulle partite e inverte la rotta. Sarri sta lavorando a Bergamo da luglio e ancora non si vede nulla del suo progetto. Sarà lui che sbaglia o i giocatori che non lo seguono?

Sarri, personalmente, ogni volta vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Ma a noi non sembra proprio. A volte hai l’impressione che non ci sia più nemmeno il bicchiere per misurare quanto questa squadra sta combinando.

La gara di questa sera dice che per 40’ ha dominato in lungo e in largo e ha creato i presupposti per poterla chiudere con più di un gol di scarto. E, invece, al 41’ ecco che su un calcio d’angolo (ormai sono diventati i tiri della paura) Fabbian d’astuzia spinge via De Ketelaere che si fa allontanare di un paio di metri, e colpisce a botta sicura e fa gol.

Si va al riposo pensando che al rientro gli atalantini inizino la gara con quella rivalsa da buttare all’aria il mondo. E, invece, dopo due minuti su una ripartenza El Bilal Touré (mister 30 miliardi) fa un cross al centro. Nel tentativo di intercettarlo, Zappacosta maldestramente indirizza la palla in gol. E fu così che l’Atalanta spense la luce.

Non è più stata capace di imbastire azioni degne di tal nome con un Parma schierato a protezione della propria porta. E al 58’ il diciottenne Lontani da fuori area calcia e fa gol. Carnesecchi da un po’ di partite a questa parte non è più l’uomo dei miracoli. Anzi, prende gol anche banali.

E ora come se ne esce? Giuntoli a fine gara è andato in tv ed è sceso in conferenza stampa ad annunciare che fino a domenica i giocatori saranno in ritiro.

Sarri se la cava con le scuse e sostiene che la squadra da inizio campionato soffre di una fragilità mentale che le impedisce di reagire.

Anche qui sorge un’altra domanda: Sarri in conferenza stampa, che si perda, si pareggi o si vinca appare imperturbabile. Non si arrabbia, non si esalta. Insomma, sembra la fotografia della propria squadra: priva di carattere. Ma il comandante dov’è?

Da ultimo c’è da dire che in questo periodo non gira bene all’Atalanta, che avrebbe bisogno di un po’ di fortuna. Mai, prima d’ora, il pubblico di Bergamo aveva fischiato i giocatori durante il gioco o le sostituzioni. Questa sera è successo per Ederson (con la fascia di capitano) e di Rowe (mister 40 milioni).

Giovedì si torna in Conference League e sarà un’altra serata onde sfogliare la margherita.

ATALANTA-PARMA 0-3

Reti: 41′ Fabbian (P), 47′ aut. Zappacosta (A), 58′ Lontani (P).

Atalanta: Carnesecchi, Zappacosta (76′ Idele), Scalvini, Obrić, Bernasconi, Éderson (63′ Elmas), Pašalić, Zalewski (76′ Samardžić), De Ketelaere, Rowe (67′ Sulemana), Krstović. A disposizione: Sonzogni, Sportiello, Levak, Plaia. Allenatore: Maurizio Sarri.

Parma: Daffara, Delprato, Troilo, Drobnic (46′ Ndiaye), Britschgi, Fabbian (74′ Frigan), Sierro (89′ Nicolussi Caviglia), Keita, Valeri, Touré (74′ Elphege), Lontani (67′ Ordonez). A disposizione: Ghidotti, Corvi, Diallo, Cremaschi, Romero, Almqvist, Carboni, Ordonez, Diego Carlos, Konate. Allenatore: Alberto Gilardino.

Arbitro: Valerio Crezzini di Siena (assistenti Paolo Laudato di Taranto e Giovanni Boato di Padova, IV ufficiale Giuseppe Collu di Cagliari, V.A.R. Alessandro Prontera di Bologna, A.V.A.R. Francesco Meraviglia di Prato).

Note: recupero 2′ e 3′.