Ciclismo, la Val Brembana protagonista al Giro d’Italia 2027 con Alino e i Piani di Bobbio

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Sabato 22 maggio 2027 il Giro d’Italia tornerà in terra bergamasca e porterà il gruppo da Cantù ai Piani di Bobbio – Valtorta, in una tappa di 187 km con 4.920 metri di dislivello. Un percorso impegnativo che vedrà protagoniste due salite inedite: la prima è Alino da San Pellegrino Terme inserita in occasione del trentennale della vittoria di Ivan Gotti al Giro d’Italia 1997, la seconda è Piani di Bobbio dal Comune di Valtorta. Entrambe le ascese le abbiamo scoperte in ricognizione con gli ex professionisti bergamaschi Ivan Gotti ed Eddy Mazzoleni. Una nuova sfida per i corridori e due salite destinate a diventare un terreno di confronto per molti amatori e un’occasione per valorizzare il territorio orobico.

Era nell’aria, e con la presentazione ufficiale di quest’oggi a Roma, tutto è confermato: nel 2027 la provincia di Bergamo, e la Val Brembana in particolare, torneranno protagoniste del grande ciclismo internazionale. Sabato 22 maggio la 14.a tappa del Giro d’Italia porterà il gruppo da Cantù all’arrivo di Piani di Bobbio – Valtorta, al termine di una frazione lunga 187 km e con 4.920 m di dislivello. Una tappa esigente e spettacolare, con un finale inedito che potrebbe rivelarsi determinante per la classifica generale, alla vigilia dell’ultima settimana della corsa rosa.

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La Bergamasca vanta già salite entrate nella storia del ciclismo, dal Selvino a Valcava, passando per Ganda, e con la tappa del Giro 2027, a queste si aggiungeranno due nuove sfide per i professionisti: la salita di Alino e l’ascesa che condurrà al traguardo dei Piani di Bobbio a Valtorta.

Giro d'Italia

Ma vediamola nel dettaglio. Dopo il via da Cantù, il gruppo affronterà subito la salita iconica della Madonna del Ghisallo, per poi scendere verso Lecco e risalire attraverso il Culmine di San Pietro, per raggiungere la Val Brembana. Il percorso attraverserà quindi località dal forte legame con il ciclismo e dal fascino particolare come Sedrina, paese natale di Felice Gimondi, e subito dopo il gruppo valicherà la terza salita di giornata: Miragolo. Giunti a San Pellegrino Terme inizierà la parte più impegnativa della tappa, con la prima novità della tappa: la breve ma durissima salita di Alino. Superato San Giovanni Bianco, il gruppo passerà da Lenna e, all’altezza di Olmo al Brembo, svolterà a sinistra per affrontare la lunga ascesa verso Valtorta e il traguardo dei Piani di Bobbio.

Il coinvolgimento del territorio si estenderà anche al Giro-E, con San Pellegrino Terme città di partenza della frazione che si concluderà anch’essa ai Piani di Bobbio Valtorta.

La ricognizione con due bergamaschi doc – Per scoprire caratteristiche e insidie di queste due salite inedite, abbiamo affrontato gli ultimi chilometri di questa tappa insieme a due ex professionisti bergamaschi: Ivan Gotti, vincitore del Giro d’Italia nel 1997 e nel 1999, e Eddy Mazzoleni sul podio della corsa rosa nell’edizione 2007.

A 30 anni dalla vittoria di Ivan Gotti al Giro d’Italia, la corsa rosa inserisce nella tappa bergamasca l’inedita salita di Alino che inizia dal cuore di San Pellegrino Terme e che lo stesso Gotti definisce come “ascesa capace di sorprendere”. Infatti, il tracciato che devia dalla provinciale della Valle Brembana, è di soli 3 chilometri, con una pendenza media del 10%, ma è un dato che non restituisce pienamente la difficoltà della strada in ascesa. Sostanzialmente la salita si divide in tre parti, con l’inizio e il tratto finale con pendenze che variano tra il 15 e il 20%, separate nel mezzo da un tratto di piano che concederà un po’ di respiro.

Giro d'Italia
Ivan Gotti

Per Ivan Gotti, che a San Pellegrino è nato, questa è una salita di casa: «La strada è stata completata dopo il mio ritiro, quindi non l’ho mai percorsa in gara, ma se fosse stata inserita in uno dei miei Giri, l’avrei sicuramente amata: con queste pendenze, è una di quelle ascese che piacciono agli scalatori puri». Non è una salita che può fare la differenza, ma questi muri possono rappresentare un tranello. «Sì è vero, se un corridore ha velleità di podio e qui va in crisi, i minuti di distacco possono cambiare radicalmente la classifica». Una salita che inizia dal centro di San Pellegrino e che nessuno conosce: «Non rientra tra le salite classifiche degli amatori, ma siamo certi che diventerà un terreno di confronto su Strava per chi farà segnare il KOM tra gli appassionati» conclude Ivan Gotti.

Con Eddy Mazzoleni abbiamo invece affrontato la salita finale verso i Piani di Bobbio. La strada inizia a salire dal paese di Olmo al Brembo quando mancano 19 km al traguardo, ma la salita vera e propria inizia quando i corridori saranno a meno 12 dal traguardo, ovvero dal paese di Valtorta. Per quasi 10 km, prima del tratto finale più pedalabile nei prati di Piani di Bobbio, la pendenza non scende mai sotto al 10%, con punte anche al 18/19 per cento.

Giro d'Italia
Eddy Mazzoleni

«Questa è una salita vera, e arriva al termine della seconda settimana quando la fatica comincia a farsi sentire. Se vai in crisi qui, puoi lasciare per strada molti minuti. E probabilmente anche il Giro», ha spiegato Eddy Mazzoleni. «Tutto dipende da come il gruppo deciderà di affrontare la prima parte della salita: se il ritmo sarà alto, chi vuole puntare a vestire la maglia rosa dovrà essere pronto nella seconda parte ad uscire allo scoperto e attaccare senza indugio». No, non sarà una tappa facile, su questo anche Mazzoleni concorda: «Soprattutto perché si sono affrontate quattro salite e i muscoli a questo punto ne risentono, ma non credo che sarà una tappa di transizione: con il ciclismo moderno, questa frazione verrà affrontata per mettere una ipoteca sull’intera corsa a tappe» conclude Mazzoleni.

Due nuove sfide per i cicloamatori bergamaschi – Il legame tra Bergamo e il ciclismo si rafforza così ulteriormente, portando il Giro d’Italia su strade inedite, destinate a diventare nuovi punti di riferimento per professionisti e cicloamatori. Un’occasione per valorizzare il territorio e far conoscere ad appassionati e tifosi salite che, dopo il passaggio della corsa rosa, potrebbero entrare stabilmente nell’immaginario ciclistico.

«Prima e dopo il Giro Alino e i Piani di Bobbio diventeranno una meta per i tanti cicloamatori: ci aspettiamo tanti appassionati a caccia dei KOM e QOM – ha commentato Giovanni Bettineschi di Promoeventi Sport, comitato organizzatore locale della tappa – perché sono due varianti di diversa lunghezza per tutti coloro che amano la Valle Brembana e vogliono scoprire nuove salite su cui misurarsi».

Tifosi sugli impianti di risalita – E nessun problema per gli pneumatici: il tratto finale verso i Piani di Bobbio che durante l’inverno coincide con le piste da sci, verrà ripristinato con un tratto di terra battura cementata, compatibile con l’ambiente e allo stesso tempo fruibile dai ciclisti di ogni tipologia.

Infine, una grande notizia giunge sotto il profilo logistico: anche raggiungere il traguardo sarà semplicissimo. Dal versante lecchese, i tifosi potranno salire direttamente da Barzio grazie alla nuova cabinovia, in apertura a dicembre 2026. Dal versante bergamasco, invece, resterà attiva la seggiovia Chiavello.

Alla presentazione a Roma hanno presenziato oggi Giovanni Bettineschi e Fabio Belingheri di Promoeventi Sport, Massimo Fossati di ITB Spa, Andrea Ferrari sindaco di Barzio, Antonio Regazzoni sindaco di Valtorta, Jonathan Lobati consigliere regionale Regione Lombardia e Ivan Gotti. (Fonte: Promoeventi)