Silvia Persico medaglia di bronzo ai Mondiali di ciclismo su strada

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di Marco Cangelli

Pochi centimetri hanno separato Silvia Persico dal titolo mondiale di ciclismo femminile. La 25enne di Cene ha infatti concluso in terza posizione la prova andata in scena a Wollongong e vinta dall’olandese Annemiek Van Vleuten, che ha sorpreso tutti, ed è riuscita a vincere il secondo successo iridato in carriera.

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Prova particolarmente movimentata per la portacolori della Valcar-Travel & Service che ha saputo rimanere coperta nella pancia del gruppo nonostante i numerosi tentativi di fuga emersi nelle prime fasi di gara.

A cambiare il volto della competizione ci ha pensato l’ingresso nel circuito finale e i diversi passaggi sullo strappo di Mount Pleasant che, complice la velocità elevata imposta dall’Australia, ha mietuto diverse vittime.

Fra le più illustri spicca sicuramente il nome della campionessa uscente Elisa Balsamo, costretta a dire addio ai propri sogni di gloria quando mancavano poco più di trenta chilometri dall’arrivo.

Nonostante il forcing le ragazze di Paolo Sangalli sono apparse particolarmente in palla, come dimostrato da Vittoria Guazzini, Elena Cecchini e Silvia Zanardi, brave a mettersi a disposizione delle compagne di squadra e a chiudere sui vari buchi che progressivamente si formavano.

Esentate da questo lavoro invece Persico ed Elisa Longo Borghini che hanno seguito con attenzione i movimenti delle principali avversarie a partire da una scatenata Liane Lippert (Germania), più volte all’attacco nel finale.

Scatenata sulle ardue pendici di Mount Pleasant, la tedesca ha provato a fare la differenza nel penultimo giro trovando un appoggio in Longo Borghini, Katarzyna Niewadoma (Polonia), Ashleigh Moolman-Pasio (Sudafrica) e Cecilie Uttrup Ludwig (Danimarca).

Transitato con circa ventitré secondi al suono della campanella, il quintetto è stato prima raggiunto dal gruppetto delle inseguitrici sotto l’impulso di Amanda Spratt (Australia) e successivamente riportato alla ribalta grazie a un nuovo allungo di Lippert, prontamente stoppato dalle colleghe.

I sogni mondiali delle cinque atlete si sono però spenti in vista dell’ultimo chilometro quando le lunghe trainate della svizzera Marlene Reusser hanno riportato definitivamente al comando il plotoncino contenente fra le altre la belga Lotte Kopecky e Silvia Persico, decise a sfruttare il proprio spunto veloce allo sprint.

A scombussolare i piani di tutte ci ha però pensato Annemiek Van Vleuten che, nonostante una frattura al gomito rimediata nel team relay, ha allungato negli ultimi ottocento metri lasciando sul posto le sfidanti e riscrivendo la storia del ciclismo.

In grado di aggiudicarsi nella stessa stagione i tre Grandi Giri e il titolo iridato, la 39enne olandese si è lasciata alle spalle Kopecky e la giovane bergamasca, costrette a guardare sconsolate l’arrivo dell’avversaria.

Per Persico questa medaglia ha il valore di una ulteriore conferma della crescita compiuta nel corso di questa stagione che l’ha vista cogliere l’ultimo gradino del podio al Mondiale Ciclocross e sfiorare più volte il successo al Tour de France.

Ad addolcire la mattinata orobica ci ha pensato anche Francesca Pellegrini che ha colto la quarta piazza nella prova dedicata alle juniores.

Gara senza storia in questo caso con l’inglese Zoe Bäckstedt al comando sin dai primi chilometri e capace progressivamente di ampliare il divario sulle avversarie.

Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, la britannica ha concluso le proprie fatiche in solitaria anticipando di 2’07” Eglantine Rayer (Francia) e Nienke Vinke (Paesi Bassi).

Medaglia di legno per Pellegrini che negli ultimi metri ha anticipato leggermente il gruppo ottenendo un risultato difficilmente pronosticabile alla vigilia.

Dopo il quarto posto all’Europeo, questo risultato mi soddisfa particolarmente – ha spiegato nel dopo-gara la 18enne di Capizzone -. L’ultimo strappo è quello che ho sofferto un po’ di più ma ho tenuto duro il più possibile. Peccato che Rayer e Vinke oggi avessero una gamba superiore e ci hanno staccate tutte; comunque sono riuscita a rimanere con il gruppo davanti. Sul finale, essendo in due con Eleonora Ciabocco abbiamo deciso di dividerci i compiti, una provava ad anticipare e l’altra si lanciava nello sprint“.