Il Panathlon Club di Bergamo ha aperto il 2011 ospitando uno dei personaggi che meglio di ogni altro ha interpretato da atleta lo sport e continuato a professarne i valori da dirigente e opinionista. Vittorio Adorni, ovvero la nobiltà del ciclismo, è stato un interprete maiuscolo delle corse a tappe e in linea, con una carriera iniziata da professionista esattamente cinquant’anni fa e culminata con la conquista della maglia di campione del mondo. Adorni, oggi 74enne, ha duellato con il campione bergamasco Felice Gimondi, che non ha potuto essere presente alla serata del Panathlon. Non sono mancati, tuttavia, il richiamo a simpatici episodi e aneddoti, seguiti da spunti di interesse e riflessioni sul modo d’intendere il ciclismo e sui cambiamenti intervenuti con le note problematiche che investono il movimento. Adorni è stato introdotto dal presidente del Panathlon Bergamo, Maurizio Gamba, che ne ha ricordato la luminosa carriera di sportivo con un palmares d’eccezione, proseguita come giornalista sportivo e conduttore tv e impegnato in diversi progetti del Panathlon International, di cui è past president, tra cui la Fondazione Domenico Chiesa di cui è presidente. Adorni ha esordito fra i professionisti nel 1961 e nella sua carriera ciclistica, durata dieci anni, ha raccolto numerosi successi. Tra i tanti spicca la vittoria nel Campionato mondiale del 1968 a Imola dove vinse con un vantaggio di ben 9’50” su Herman Van Springel e 10’18” su Michele Dancelli. Tra le sue vittoria più prestigiose anche il Giro d’Italia del 1965, quando battè di ben 11’26” Italo Ziliomni e di 12’57” Felice Gimondi. In carriera Adorni ha vinto 60 corse professionistiche e vestito per 19 giorni la maglia rosa di leader del Giro d’Italia. Dal 2010 è presidente del Consiglio del ciclosmo professionistico all’interno dell’Unione Ciclistica Internazionale.

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