Non è mai troppo tardi, anche nel ciclismo. Accade che a tre giorni dalla fine del Giro d’Italia il 33eenne Paolo Tiralongo, originario di Avola nel siracusano ma residente in provincia di Bergamo, centri la prima vittoria in dodici anni di professionismo su strada. Una vita da gregario fino a quando il destino della corsa metta proprio la maglia rosa nelle condizioni di aiutarti. E’ quanto accaduto a Tiralongo che, nella tappa partita da Bergamo con traguardo a Macugnaga, compie l’impresa con la benevolenza di Alberto Contador con il quale può vantare una lunga e sincera amicizia, pur non militando nella stessa squadra. Lo spagnolo vede Tiralongo attaccare e andarsene in salita a 6 km dall’arrivo, lo raggiunge ma fa in modo che conquisti la vittoria di tappa. Se Contador non lo avesse aiutato, probabilmente Nibali e Gadret lo avrebbero ripreso. Invece si gode il primo posto, con Contador che guadagna un altro pesante abbuono. Nibali taglia il traguardo con 3″ di ritardo e grazie all’abbuono sottrae 13 secondi a Scarponi, sempre secondo in classifica generale con un distacco di 5’18″ da Contador, mentre Nibali è a 5’52″. Perde posizioni Rujano, dalla sesta alla decima. Per un corridore bergamasco, adottivo, che ride, un altro doc si dispera. E’ Marco Pinotti, che dopo aver sfiorato la vittoria di tappa a San Pellegrino, scivola a causa della pioggia, si frattura il bacino ed è costretto al ritiro. Frattura al femore anche per Craig Lewis, ovviamente costretto ad abbandonare la corsa rosa.

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